30 lug 2014

30 Luglio 2014- la ripresa

Oggi sono andata da quella sballata della mia omeopata.
Santa donna, la Jutta. Senza di lei non ce l'avrei fatta.
E mi ha schioccato la solita punturina per rimettere in sesto le mie energie di solito sotto le suole delle scarpe.

Mi osserva per un po' e mi dice che mi trova meglio. Meno deperita.
"Deperita" e' una parola che non penso sia mai stata associata alla mia persona, data la mia massa (informe).
Pero' ho capito cosa intendeva.
Forse che forse sono in ripresa e forse che forse ho gli occhi che tornano ad avere piu' righe da risate che da ansia.
E impacchetto tutto con cura e mi ci perdo e scrivo il contenuto di ogni scatolone per non perdermi niente, ma questo effort la sera non mi pesa e sono contenta.
E vedo la luce in fondo a quel tunnel orrendo in cui mi ero messa.
E fantastico su come cambiera la mia vita, su quanto sara migliore, su quanto andro in palestra tre volte a settimana magari anche per acquagym, e quanto camminero per andare a prendere il treno, e quanto mangero meglio perche non dovro fare tutto da sola e ci sara' piu' tempo, e quanto potro respirare a pieni polmoni quel profumo di basilico mentre camminero' nella tenuta vicino casa, e quanti aperitivi potro fare il sabato in compagnia dei fumetti appena comprati da loro, e quante volte andro a firenze per guardare grey's anatomy e spingere la mia sorella a parlare con gli sconosciuti in un bar col giochino "have you met angie?", e quanto potro imparare a giocare a tennis con il mio best, e quante altre volte saro svegliata alle 5.30 da colui che dorme poco anche quando potrebbe e ha voglia di prendere la macchina e girare per poi fare colazione tornare a letto (lui mentre magari io invece via a lavoro).

E quanto probabilmente faro solo un decimo di tutto questo, ma solo il fatto che ho davanti tutte queste nuove possibilita mi da una energia che levati.

Home is where the heart is.
For a while, it was where the Dom was.
Now it is time to go to the one and only Home I will always have.

E non posso che pensare a Pavese (devo rileggere la Luna e i Falo' questa estate!):
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti"

Ecco, anche basta fare aspettare la gente, le piante e la terra.


In effetti pero il mare alle 06 di mattina ha il suo fascino

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