21 lug 2014

21 July 2014- Trip down memory lane

Ufficiale.
Da settembre torno in Patria, dopo 6 anni di vita da Expat.
Torno su carta per qualche mese, per rimettere in sesto mente e corpo.
Continuare con la spirale dark dark dark degli ultimi mesi non era piu' sostenibile, cosi' ho preso il coraggio a due mani e mi sono buttata a bomba nel mare delle decisioni che mi frullavano in testa da troppo tempo, pescandone una e portandola avanti.

Sono state settimane molto difficili, quelle prima che arrivassi in ufficio (quell'ufficio dove mi adorano, dove mi paventano una carriera scintillante, quell'ufficio che e' il solo ufficio che abbia ma vissuto so far) con la busta contente questa richiesta di break.
Ma adesso che alle spalle ho le conversazionie le approvazioni necessarie, ora che ho alle spalle la diattriba tra la Dr. Jeckill e la Ms.Hyde del ho-bisogno-di-altro-nella-vita VS sei-una-scema-a-mettere-pausa-alla-tua-carriera, ora che questo chiummo tremendo si e' sciolto- ragazzi mi si sta aprendo dentro una felicita' che non provavo da molto.

Da buona project manager, ho un piano di trasloco  a prova di bomba.
E siccome e' il mio quarto (QUARTO!) trasloco in due anni, ormai so bene come funziona e da ieri ho gia' iniziato a impachettare roba.
Incredibile quante cose si accumulino in sei anni.
Tantissimi ricordi ma anche tante cose da lasciare e buttare perche non ha piu senso portarle con se.
Sto cercando di de-clutterarare la mia casa il piu possibile, anche perche la destinazione dei miei scatoloni e' casa di mia madre e casa di mio padre, i quali non avevano certo in programma di trovarsi di nuovo tra capo e collo una figlia, quindi non ho molto spazio a disposizione.

Questi ultimi anni sono stati talmente intensi e talmente totalizzanti che non mi ricordo come sia vivere in Italia. Nonostante le numerose trasferte, soprattutto nell'ultimo anno, ho vissuto i miei ritorni sempre come tocca e fuga e li ho forzati e  rilegati ad essere solamente "vacanze" per non farmi troppo male di nostalgia.
Tornare e vivere pienamente nei miei posti, usando la mia lingua, ascoltando la radio senza dovermi sforzare di interpretare, scambiando chiacchiere superficiali con la commessa che mi serve il prosciutto o con la signora prima di me in fila- sono tutte cose che probabilmente saranno una sorta di riscoperta e porteranno uno stupore uguale a contrario a quello che ho provato quando sono arrivata piccola e tenera nella citta' di k e di tutto cio che sputava fuori la radio capivo solo la parola "Baustelle".

Ci sara' tempo per le considerazioni e ci sara' tempo per le lacrime di goodbye, che io non vorrei mai dire ciao a nulla e vorrei tenere i miei piedi in mille scarpe contemporaneamnte.
Al momento pero' prevale l'eccitazione e la voglia di tornare.
So much- che pure impachettare non mi pesa, anzi canto mentre i miei gatti mi guardano perplessi.


Findus aiutante perplesso

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