09 giu 2014

09 Giugno 2014-> Sturm Und Drang ma dove sono finita?

Un po' che sono lontana dal blog.
Tantissime volte ci ho messo mano ma poi non avevo voglia di sfogare sulla pagina virtuale queste altalene che ho e questi momenti molto down che non sono più susseguiti da momenti molto up.
Mi sono autocensurata.

Ma stasera sono di nuovo sola dopo 24 hr di illusione.
Fuori sta venendo giù il mondo con tanto di accenno di tornado.
Cose mai viste, qui nella città di K.
Del tipo che anni fa mi lamentavo del fatto che qui non si hanno mai i temporali e il mio capo di allora mi disse "hai ragione Simona. In Germania neanche il tempo è passionale com in italia. Ci limitiamo alla pioggerellina senza infamia e senza lode". Ecco. Appunto.
Stasera invece apriti cielo. Sturm Und Drang meteorologico- quasi da far paura.

E allora io sono qui, questa casa è silenziosa, se ne sono andati anche i gatti e a me va di scrivere.
Scrivere che non mi riconosco più.
Che continuo, nonostante i falsi progressi e le sedute da DrE e i progetti con me stessa e tutto il resto, continuo a rimanere un groviglio di paure e di paranoie che io boh.
Lo so perfettamente da dove vengono, basta scavare un pochino più affondo tra la centesima lacrima e la centunesima, per sentirmi cantare come un galletto da dove è che vengono tutte queste ansie che mi tengono le ali legate.

Sapere però non è potere, evidentemente.
Non riesco a liberarmene e continuano a farmi male.
A farmi venire gli attacchi nel mezzo di una giornata di sole che dovrebbe essere senza pensieri. Mentre invece nella mia testa si formano treni che non riesco a fermare e che mi gettano in buche molto buie.
Improvvisamente il corpo si fa stanco, la testa pure, e l'unica cosa che vorrei sarebbe rintanarmi da qualche parte per far passare questa ondata.
Peccato pero che vengano in ufficio, o mentre sono in macchina, o mentre sono in mezzo alla gente- e rintanarmi non è proprio possibile.

Di tutte le paure che ho e che mi frenano quotidianamente, ultimamente abbiamo individuato la mia continua ossessione a non lasciarmi andare di sentimento.
Le situazioni io le analizzo col cervello e il cervello mi dice se sono felice oppure no, basandosi sulla logica del "fare" invece del " sentire".
Ragionamento tipico: "Simona sei a New York. Tu ami New York. Ergo, ora sei felice". "Simona stai ballando, tu non ami ballare ma stai ballando, ce la stai facendo, sono le 5 di mattina e tutti ridono. Ergo, ora sei felice". "Simona, vai a Berlino, non ne hai voglia ma è nella lista e Berlino è da vedere. Ergo, tu sarai felice."

Ecco.
Io non sento le cose, io le dico, le scandisco, le analizzo, me le impongo, le cerco e le voglio ma non le vivo.
E quando poi mi capitano quei momenti di perfezione assoluta, sapete quando vi sentite in diritto di sentirvi leggeri come dice il Liga, quei momenti che il mondo si ferma due secondi e ti da tregua sui pensieri e ti fa sentire che tutto è apposto, tutto va bene, tutto è bellissimo così com'è , per esempio mentre integli dei cornetti fatti da lui, ecco- in quei momenti li il mio essere va nel panico.
Perchè sento e non sto facendo niente che il mio cervello categorizza come "azione da felicità".
Allora panico panico panico- cosa mi succede? sono felice? sto sbagliando ad essere felice? ma faccio bene ad essere felice? durerà questa felicità? me la porteranno via tra due secondi? posso fidarmi di queste sensazioni? posso fidarmi di non sbagliarmi?

E puf, tra il primo e il secondo punto di domanda il momento è già passato e mi restano soltanto le paranoie.

DrE diventerà la dottoressa più ricca di Germania a forza di cercare di districarmi.
Questo è sicuro.

Sturm Und Drang nella città di K.

1 commento:

  1. Ogni volta che leggo i tuoi post mi ritrovo in ogni tua parola e in ogni situazione da te descritta. Ansia e paura e continuo dover pensare sono diventati i miei compagni di vita ormai. Non trovo il diritto di sentirmi leggera e quelle poche volte che ci riesco, paradossalmente ho più paura del solito. E quando dico che "l'unica paura che sento veramente è quella di non riuscire più a sentire niente" non scherzo. Credo che dovrei cercarmi una DrE romana e farla diventare ricca...
    Non so come andrà, se ne usciremo, ma io mi auguro tanto per te quanto per me di si. Basta pensieri, basta paure, basta catene che ci bloccano. Dobbiamo avere il coraggio di voltare pagina, anche se fa male. Ripartire da quel buono che rimane di noi (perchè qualcosa di buono rimane sempre) e andare avanti a testa alta.
    E DAJE CAZZO!
    Un bacione!

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