01 apr 2014

Giorno 345 - 352 -> non e' solo semantica

Primo aprile.
Tra due settimane questo blog fa un anno.
Si chiama progetto 365 giorni, e teoricamente si dovrebbe concludere- ma penso che non lo chiudero, iniziero' invece a contare un'altra mandata di 365 giorni.
Che non lasciare andare nemmeno un giorno non e' qualcosa di cui non ho piu bisogno, anzi.

Questa mattina vagavo per Bonn con le braccia tutte bucate dopo un test allergenico.
Sole, 22 gradi, il parco, le persone che correvano piano, le altre che si srotolavano sull'erba.
E niente. Io estranea. Lugubre. Con la lacrima li pronta.
E datemi sole, 22 gradi, parco, persone che corrono piano, altre che si srotolano sull'erba- datemele altrove- e noterete la differenza.

Scendere le scalette dell'aereo, ispirare a pieni polmoni il profumo di casa, sentire il sole sulla pelle che ti scalda per davvero, pensare che quell'arietta di inizio primavera era quella che segnava l'inizio della stagione del motorino, la mia stagione preferita.
In macchina, percorrere l'autostrada e avvicinarsi sempre di piu ai luoghi cosi famigliari che se chiudi gli occhi li vedi precisi precisi nei particolari.
Sapere che il mare e' semplicemente li dietro, a portata di mano, e solo questo basta per mettere a posto l'anima.

Guidare con la mia sorella e anche se c'e il traffico che di solito mi manderebbe di fori, non curarmene. La bonta' infinita dell'Estathe alla pesca. Lo spendere soldi con soddisfazione.
Il terrazzo dalle nonne, con quella vista che ti mette sempre l'allegria. I campi, sempre gli stessi.
La via principale deserta alle tre del pomeriggio di domenica. Quelle montagne che dio santo se sono belle. Quel "noi apparteniamo a questi posti". Le persone particolari che danno un tocco alla giornata. I racconti lenti del best.

Il sole di quel terrazzo speciale. Gli scogli e il miglior gelato della provincia.Il calore della macchina che vanno aperti i finestrini. Le galline, le macchinette che tagliano l'erba, i fischi del treno.

Dirsi "senti come stai bene" invece del solito "vedi che ce la fai!".

Due cose totalmente diverse, che pesano come i kg che mi sento sciogliere quando ryanair annuncia che anche questa volta siamo atterrati con 10 minuti di anticipo sullo schedule.
Due sensazioni totalmente diverse, che hanno il colore dei mie tre capelli bianchi tutti bitorzoluti e della mia fronte arrossata di oggi.
Due sentimenti totalmente diversi, che hanno la profondita' di un abbraccio che vorresti non ti venisse tolto mai piu'.

Non e' questione di semantica.
E' questione che expat e' dolore e guerra. Sempre. Per sempre.

Le cose belle

3 commenti:

  1. Sono contenta che rimani a farci compagnia ;)

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  2. Questo post mi ha fatto piangere. Il mio fidanzato è appena partito per una nuova vita oltre confine...

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