24 gen 2014

Giorno 280 ->284 io speriamo che me la cavo

Io mi chiedo come faccia la gente della mia eta' a fare figli.
E non lo dico con alcuna punta di invidia.
Me lo chiedo candidamente, perche' io sebbene gioisca come una scema ogni volta che vedo E. e me lo spupazzerei tutto, e nonostante guardi alle pancie in crescita con aria sognante, non penso che al momento sarei mai pronta per diventare un genitore.

Perche' parliamoci chiaro, dopo l'eccitazione di scoprire l'arrivo della cicogna, dopo il panico da arredamento di nursery, dopo la smania da acquisti di tutine improbabili, dopo aver imparato a memoria il catalogo della inglesina... c'e da diventare genitori.
Ovvero responsabili di una vita, intera, tutta nel tue/vostre mani.

E io questa responsabilita' non saprei come accoglierla, dati i continui mutamenti emotivi che mi investono da anni a questa parte.

C'ho una certa, ormai arrivano i 30, ma mica mi conosco appieno?
Mica saprei descrivere punto per punto in cosa consisto io, i miei sogni, le mie aspirazioni?
Ovvero potrei farlo, certo, ma da anno in anno, e forse anche conde cadenza semestrale, queste descrizioni muterebbero.
E allora come si fa?
Mi arrabbio con me stessa per non essere coerente, per non aver ancora trovato una linea retta da seguire, per aver vagato tanto e per avere ancora forse tanto da vagare.
Che sono una che ama l'ordine interno (e anche esterno checche ne dica mia madre) ma invece sono un caos.

E arrivo a non fidarmi delle mie stesse sensazioni e idee.
Pah.

Tutta colpa di questo expatism, credo.
Ma chi lo sa se la retta via la trovero' una volta tornata a casa?

Ai posteri l'ardua sentenza.


Che c'ho anche i capelli bianchi ma sono sempre una adolescente in crisi.
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2 commenti:

  1. Io penso che non ci si senta mai pronti ad essere resonsabili per la vita di qualcun altro, ma che in realtà poi quando capiterà, semplicemente ci si renderà conto di esserlo, nonostante tutte le incertezze e insicurezze sulla propria vita.

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