14 gen 2014

Giorno 269-272 -> no goodbyes, more hellos please.

Eraclito diceva panta rei (l'ho dovuto ricercare ieri su google che era eraclito. che tristezza).
Tutto scorre.
Niente rimane com'e, tutto e' destinato a fluire.
Che va tanto comodo quando la vita e' una mierda e stai da cani e vuoi trovare un modo per motivarti a tenere duro.
Ma che diventa subitaneamente scomodo quando invece non vorresti cambiare proprio niente.
E io sono una che le cose belle le vorrebbe tenere strette strette cosi per sempre, che anche quando avro i capelli bianchi e 2 denti sani in croce e la gobba- ce le avro ancora ben strette in mano.
E invece no, mi tocca lasciare andare anche cio che non vorrei.

E poi odio gli addii.
Odio da morire dire ciao senza sapere quando e come ci rivedremo.
Odio gli aeroporti e le stazioni dei treni e gli stop degli autobus e le zone taxi.
Odio intensamente. Mi rendono tanto triste.
E non importano quelle pubblicita che ti vogliono far pensare a questi posti come luoghi di re-incontro e quindi luoghi bellissimi. Io li odio perche per me sono solo luoghi di lacrime.

Ed eccomi qui, oggi, esposta alla necessita di dover lasciare andare qualcosa di bello e di dover dire anche addio.
Niente di peggiore.

5 anni di vita da esule, di lotte con questa citta', di viaggi all'ikea il sabato mattina, di brunch in cui raccontarsi i weekend lenti (miei) e ubriachi (i tuoi), di corse nel parco quando mi andava di correre, di incontri pomeridiani quando mi era presa di fare foto, di giri in bici quando mi coglieva la necessita' di muovermi, di serate a due a guardare improbabili film o tv show degli anni 80, di corsi di tedesco dai scarsi risultati, di climbing che dovevo venire ma non ce l'ho mai fatta, di cene sublimi preparate per te o da te, di lampadari appesi col tuo braccio rotto, di mobili montati da noi per te esasperati dal tuo vivere in condizioni precarie, di pollici up or down sul tuo shopping online, di SMS alle 5 di mattina a cui rispondevo anche mezza cosciente, del tuo scarso orientamento geografico, del tuo perenne ritardo, dei tuoi "maybe" che andavano trainati, delle tue lacrime quella notte in cui mi hai raccontato tutto, delle mie lacrime che non hai mai saputo come consolare, della tua lingua incomprensibile, delle tue frasi sprezzanti, dei tuoi modi di dire esilaranti, della tua paura delle altezze, dei nostri viaggi stupendi, del tuo esserci sempre per me, dei nostri silenzi non pesanti, del mio avere bisogno della tua presenza delicata, degli spazi e del tempo che abbiamo condiviso.

Dovrei dire grazie per avere avuto la possibilita di avere tutto questo per 5 lunghi anni.
Per essere stata cosi fortunata da trovare un Amico con la A maiuscola qui dove pensavo non avrei trovato nessuno.

Ma come sono incazzata che te ne vai.
E mi lasci un po' piu sola a combattere la vita da esule.
E un po' piu' sola con i miei gatti e la mia tv e i miei caffe della domenica.

Ma sono un'egoista.

Pura vida, Amico mio.


6 commenti:

  1. pat pat sulla spalla ... e fissa sul calendario il primo w/e nel quale lo andrai a trovare!

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  2. Mi fa male anche solo il pensiero di qualcosa di tanto bello che cambia. E non in meglio o comunque in buono. Così tanto che non voglio neanche pensarci.
    Forza e coraggio!
    Un bacione!

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  3. Non mi ci far pensare...io che ho tra le mani ora qualcosa di bello, terrore puro

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  4. Io detesto queste sensazioni :-( sono i momenti in cui vorrei essere Dio solo per poter essere in ogni luogo.
    Abbraccio :-)

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  5. Anche io detesto gli addii, proprio non ce la faccio a sopportarli
    ogni volta che purtroppo se ne presenta l'occasione vorrei scappare e rinchiudermi in una stanza e uscire solo dopo che quel maledetto treno/aereo è partito.
    Ma il fatto di essere adulti non comprende questa possibilità, e quindi tocca andare all'aeroporto/stazione e vivere al meglio quegli strazianti minuti, con la speranza di riuscire a rivedersi presto

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  6. ragazzi, sono nel dolore pieno. aeroporto e per giunta all'alba. che male essere adulti. grazie per il supporto :****

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