30 gen 2014

Giorno 285 -> 291 Feelin Peacefull

Fuori diluvia.
Dentro il ragu' cuoce piano sul fuoco- sul fuoco, non sulle piastre.
Tiro il fruttino all'albicocca della coop dalla cannuccia, con il famigliare rumore e l'ancora piu famigliare gusto che mi riporta pari pari al 2003 e alle dispense.

Oggi non parla nessuno, ma ieri qui dal salotto sentivo la gente conversare da terrazzo a terrazzo, in dialetto.
E le galline cantare.
E l' aria riempirsi del fumo della legna da ardere.

Non sono mai stata cosi riconoscente ad uno sciopero.
Che mi ha permesso di prolungare il mio stare qui per una intera settimana, invece del tocca e fuga di quattro giorni in programma.
Niente di meglio poi che ti venga comunicato la sera prima della partenza, gia in dirittura di letto, quando pensavi fosse l'ultima notte condivisa e di ritorno ad un letto troppo grande e troppo freddo.

Le sorprese sono il sale e lo zucchero della vita.

E questi luoghi e questi profumi, questa vita fatta di cose piccolissime, questo non aver bisogno di molto altro perche la pace e' radicata e forte- questo e' casa.
Che io voglio forte, fortissimamente, e per la quale sto lottando e preparando la strada.

Un anno fa non lo avrei mai detto, ma le cose cambiano (per fortuna), gli orizzonti mutano e le necessita' con loro.
Sono stufa di essere la figliol prodiga, sono stufa di incastrare gli affetti in schedule molto troppo tight, sono stufa di rimandare i piaceri forti a tocca e fuga sempre piu complessi dal punto di vista logistico.
La vita e' una sola. Nessuno mi dara mai il premio per avercela fatta la dove e' diventato difficile.

Il mio premio e' tornare a casa a testa alta.
E sebbene non sia mai stata competitiva, questo premio lo voglio vincere a tutti i costi.



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24 gen 2014

Giorno 280 ->284 io speriamo che me la cavo

Io mi chiedo come faccia la gente della mia eta' a fare figli.
E non lo dico con alcuna punta di invidia.
Me lo chiedo candidamente, perche' io sebbene gioisca come una scema ogni volta che vedo E. e me lo spupazzerei tutto, e nonostante guardi alle pancie in crescita con aria sognante, non penso che al momento sarei mai pronta per diventare un genitore.

Perche' parliamoci chiaro, dopo l'eccitazione di scoprire l'arrivo della cicogna, dopo il panico da arredamento di nursery, dopo la smania da acquisti di tutine improbabili, dopo aver imparato a memoria il catalogo della inglesina... c'e da diventare genitori.
Ovvero responsabili di una vita, intera, tutta nel tue/vostre mani.

E io questa responsabilita' non saprei come accoglierla, dati i continui mutamenti emotivi che mi investono da anni a questa parte.

C'ho una certa, ormai arrivano i 30, ma mica mi conosco appieno?
Mica saprei descrivere punto per punto in cosa consisto io, i miei sogni, le mie aspirazioni?
Ovvero potrei farlo, certo, ma da anno in anno, e forse anche conde cadenza semestrale, queste descrizioni muterebbero.
E allora come si fa?
Mi arrabbio con me stessa per non essere coerente, per non aver ancora trovato una linea retta da seguire, per aver vagato tanto e per avere ancora forse tanto da vagare.
Che sono una che ama l'ordine interno (e anche esterno checche ne dica mia madre) ma invece sono un caos.

E arrivo a non fidarmi delle mie stesse sensazioni e idee.
Pah.

Tutta colpa di questo expatism, credo.
Ma chi lo sa se la retta via la trovero' una volta tornata a casa?

Ai posteri l'ardua sentenza.


Che c'ho anche i capelli bianchi ma sono sempre una adolescente in crisi.

20 gen 2014

Giorno 273->278 -> ritornare e' analizzare

Sono a Lleida.
Anzi sono un po' piu sperduta, nel mezzo del nulla spagnolo, al di la di un grande fiume.
Fa freddo ma c'e il sole.
E il sole funziona subito da innescatore di buon umore.
Anche se probabilmente oggi lo sarei no matter what.
Che i miei weekend sono super lame e sono divanati e solitari, a parte incontri qui e la e film in compagnia di N.
Pero' il tempo va avanti e si acquisiscono certezze e si definiscono orizzonti.
E a volte partorire certe consapevolezze, incanalare verso l'esterno quelle idee che circolano probabilmente da tempo ma non si riescono a cogliere a pieno, da un grande senso di soddisfazione e di sollievo.

Sono a Lleida.
Sono passata da Barcellona.
Ero a Barcellona un anno fa preciso. Scappata tra le braccia della mia safety net dopo un gennaio distruttivo.
Ero a Barcellona persa e in ginocchio.
Talmente spaventata da convincermi che cio che avevo a casa poteva ancora andare bene e poteva essere riaggiustato- e per fortuna dove non arrivai io, arrivo' la verita' e le foto di modelle nude sul mio divano in salotto.
Talmente spaventata da non volere guardare in faccia la realta' e preferire soffrire, annientarmi, aggiustarmi al ribasso, perdere parti di me pur di non cambiare e raccogliere i mille piccoli pezzettini.
Ma per quanto io sia una persona che ha una paura matta di soffrire e pur di non farlo chissa cosa farei (ma chi e' che si butta a testa alta nel dolore?), i conti vengono sempre serviti e il corpo o l'anima o entrambi bussano alla porta a reclamare cio' che gli spetta.
Io li ho fatti bussare, ho detto loro aspettate un attimo che ora mi devo rimettere in piedi e ho promesso che avrei fatto tutto il possibile per non raccontarmi piu frottole.

E ho mantenuto la promessa.

365 giorni dopo corpo e anima sono sufficientemente contenti e di riflesso lo sono anche io.
Da persa a ritrovata.
Da bugiarda a spaventosamente onesta con me stessa.

E' bello chiudere cerchi.
Che di spirali fuori dal mio controllo ce ne sono anche troppe.

foto mia. Barca Maggio 2013

14 gen 2014

Giorno 269-272 -> no goodbyes, more hellos please.

Eraclito diceva panta rei (l'ho dovuto ricercare ieri su google che era eraclito. che tristezza).
Tutto scorre.
Niente rimane com'e, tutto e' destinato a fluire.
Che va tanto comodo quando la vita e' una mierda e stai da cani e vuoi trovare un modo per motivarti a tenere duro.
Ma che diventa subitaneamente scomodo quando invece non vorresti cambiare proprio niente.
E io sono una che le cose belle le vorrebbe tenere strette strette cosi per sempre, che anche quando avro i capelli bianchi e 2 denti sani in croce e la gobba- ce le avro ancora ben strette in mano.
E invece no, mi tocca lasciare andare anche cio che non vorrei.

E poi odio gli addii.
Odio da morire dire ciao senza sapere quando e come ci rivedremo.
Odio gli aeroporti e le stazioni dei treni e gli stop degli autobus e le zone taxi.
Odio intensamente. Mi rendono tanto triste.
E non importano quelle pubblicita che ti vogliono far pensare a questi posti come luoghi di re-incontro e quindi luoghi bellissimi. Io li odio perche per me sono solo luoghi di lacrime.

Ed eccomi qui, oggi, esposta alla necessita di dover lasciare andare qualcosa di bello e di dover dire anche addio.
Niente di peggiore.

5 anni di vita da esule, di lotte con questa citta', di viaggi all'ikea il sabato mattina, di brunch in cui raccontarsi i weekend lenti (miei) e ubriachi (i tuoi), di corse nel parco quando mi andava di correre, di incontri pomeridiani quando mi era presa di fare foto, di giri in bici quando mi coglieva la necessita' di muovermi, di serate a due a guardare improbabili film o tv show degli anni 80, di corsi di tedesco dai scarsi risultati, di climbing che dovevo venire ma non ce l'ho mai fatta, di cene sublimi preparate per te o da te, di lampadari appesi col tuo braccio rotto, di mobili montati da noi per te esasperati dal tuo vivere in condizioni precarie, di pollici up or down sul tuo shopping online, di SMS alle 5 di mattina a cui rispondevo anche mezza cosciente, del tuo scarso orientamento geografico, del tuo perenne ritardo, dei tuoi "maybe" che andavano trainati, delle tue lacrime quella notte in cui mi hai raccontato tutto, delle mie lacrime che non hai mai saputo come consolare, della tua lingua incomprensibile, delle tue frasi sprezzanti, dei tuoi modi di dire esilaranti, della tua paura delle altezze, dei nostri viaggi stupendi, del tuo esserci sempre per me, dei nostri silenzi non pesanti, del mio avere bisogno della tua presenza delicata, degli spazi e del tempo che abbiamo condiviso.

Dovrei dire grazie per avere avuto la possibilita di avere tutto questo per 5 lunghi anni.
Per essere stata cosi fortunata da trovare un Amico con la A maiuscola qui dove pensavo non avrei trovato nessuno.

Ma come sono incazzata che te ne vai.
E mi lasci un po' piu sola a combattere la vita da esule.
E un po' piu' sola con i miei gatti e la mia tv e i miei caffe della domenica.

Ma sono un'egoista.

Pura vida, Amico mio.


10 gen 2014

Giorno 267, 268 -> sembrava impossibile e invece

E invece e' venerdi!
il primo venerdi della prima settimana di lavoro!
Lunedi pensavo non ce la avrei mai fatta.
Sono andata in giro per l'ufficio con un muso lungo mai visto prima- io che di solito sono sempre allegra tra queste scrivanie. Vari colleghi mi hanno infatti chiesto cosa avessi, ai quali ho risposto con un laconico "i am back" e quasi-lacrime ricacciate in gola.
Che trauma questo rientro.

Ma oggi e' venerdi, inizia il weekend e quindi ce l'ho fatta.
Accontentiamoci delle piccole cose.
E stasera mi cucino i blinis russi.
E la dieta la sto facendo pesante e sono riuscita a mangiare solo 3 cucchiaiate di riso latte (2 punti WW) e a rifiutare le patate arrosto che la mensa offriva oggi.
E ho il naso scorticato da un'altra pallonata nel muso che mi ha anche rotto gli occhiali, ma mi sono divertita cosi tanto ieri a basket (vedi mamma, altro che danza o ritmica- aveva ragione il babbo. dovevo fare uno sport di squadra da piccola e magari oggi avrei i polpacci un po grossi come da te paventato con grande gravita, ma magari avrei il culo di una pallavolista o i bicipiti scolpiti di una cestita! tze!)
E mi e' appena arrivato l'invito al matrimonio (toh! che strano!) di due carissimi amici il cui amore l'ho visto nascere davanti ai miei occhi (e sul mio divano in USA) quasi 8 anni fa!

E splende il sole.
E io ho speranza.
E mangio i blinis stasera (dio sta dieta come mi affama).

George, what else?

source: tumblr.com

08 gen 2014

Giorno 265, 266 - Epifanie da acqua calda

Oh, qui si sposano tutti/e.
Parlo con bests, e entrambe mi elencano amiche o amiche di amiche con la moleskine "wedding planner" sotto il braccio.
Incrocio amici lontani su facebook e mi annunciano magno gaudio che hanno scelto la data.
Accendo il computer e mi arrivano notifiche via messenger aziendale di colleghe che ci hanno preso giusto, mancava davvero un anello dal portagioie e natale ha portato la proposal.

Non e' un virus, e' una pandemia.
Piglia tutte/i a ondate importanti, indipendentemente dalla geografia.
L'intorno di eta' in cui questa calamita' si manifesta si aggira molto ma molto vicino ai 30.

Io e le mie bests per ora siamo immuni, ma inutile nascondere che ad ogni notizia sbrilettante un po' di prurito prende.
Uno di quei pruriti atavici, che sono li da sempre, forse dal momento in cui siamo nate (noi donne- perche assumo che gli uomini siano piu indifferenti)- il prurito del "perche' tu si e io no??!!".

Ci ha sorpreso alle elementari quando i maschi lanciavano le penne sotto il banco della piu carina della classe per vedere le sue mutante- le sue, non le nostre.
Ci ha colto nuovamente quando sono spuntate le tette (e i brufoli, ma le tette avevano piu allure) alla precoce del gruppo- le sue, non le nostre.
Ci ha di nuovo preso in contropiede quando quella della prima F tutto di un botto sbatacchiava la lingua al riparo del sottoscala- la sua, non la nostra.
E probabilmente ci ha anche travolte quando quella la che stava sempre in prima fila scuoteva il suo culo avvolto in tailleur mentre noi eravamo ancora a sudare su quel penultimo esame- il suo, non il nostro.

E che ci dobbiamo fare?
Pruriti congeniti.
Siamo donne, del resto. Certe cose non le possiamo evitare.

Ad ogni modo, nel leggere una mail della mia best in cui appunto mi diceva del suo ultimo prurito, io mi sono ricordata di un flash pesante che ho avuto un paio di giorni fa (complice la mollezza e rilasatezza che solo i giorni di vacanza ti danno).
Cioe' che forse siamo troppo focalizzate sul volerci sposare o volere mettere al mondo figli- quasi fossero questi gli obiettivi di vita.
Colui con il quale ci sposiamo o con il quale fare figli sembra quasi messo in secondo piano.

Quante coppie sposanti conoscete che vi appaiono super complici e super felici che come loro nessuno mai?
Io non tantissime. Anzi, la maggioranza sembrano un po' tenute su da colla e sogni e progetti ma non da amore de facto.

Non e' che invece dovremmo sognare un amore forte, vero e duraturo con la nostra soulmate invece che perderci a immaginare nel dettaglio il pizzo della sottoveste del vestito da sposa?
Non sarebbe meglio auspicare di trovare un partner per la vita- e per partner intendo proprio una persona che sia accanto a beccarsi tutto lo schifo cosi tutta la gioia, che sia da sostegno in ogni momento, che sia amante fidanzato e migliore amico all in one?
Un team-mate di un team formato solo da due persone?
Un Tu+Io cosi forte che "non importa cosa succedera io so che ce la faremo?"

Ho forse scoperto l'acqua calda?

source: askaweddingplanner.com


06 gen 2014

Giorno 248->264- non ho buoni propositi

Di solito aprivo la pagina del diario bella precisa il primo dell'anno.
Scrivettavo con due fronzoli l'anno, aggiungevo il trattino con il nome dell'amato del momento e indugiavo se aggiungerne altri di trattini- segno che forse tanto felice con l'amato del momento non ero e speravo in nuove crush nell'anno nuovo.

Poi seguivano i buoni propositi.
5 o 6 punti, non di piu',  che ho sempre capito che bisogna essere concisi e realisti.
Anche se ci ho sempre infilato il corpo da favola per l'estate a venire- puntualmente mai mai mai conseguito.

Quest'anno non ne ho scritti.
Ho gia' molto da fare per la lista 30X30 (30 cose che mi sono promessa di fare prima di compiere i 30 a novembre, che include cose molto semplici come mangiare una fiorentina e cose molto piu complesse come fare il bagno in mare nuda).
Mi sono limitata a scrivere un paio di parole che mi siano di conforto e aiuto per l'anno che viene.
Forza e Coraggio.
Molto needed.

Gia' che gli anni pari non mi piacciono, gia' che il 2014 porta i 30 anni- non sono proprio pro.
Ma questo nuovo anno e' iniziato benerrimo con una sveglia alle 05.45, il buio, il cielo che piano piano si rischiara, le foto, la pazienza scaduta due minuti prima del dovuto e essere stata portata li dove volevo, dove non ero mai stata a quell'ora, mantenendo una promessa fatta da uno sconosciuto che sconosciuto piu non e'.

E anche se oggi mi sento uno zombie che vaga per l'ufficio con la tristezza nel cuore, e anche se la citta' di k non mi e' mai apparsa piu estranea e indifferente- ce la possiamo fare.
Forza e Coraggio.

Molto piu' efficace del solito "buon anno".



Alba di un nuovo anno