11 nov 2013

Giorno 206, 207& 208 -> 2013/2003

Ieri sera parlavo con M. e gli raccontavo del mio esercizio mentale.
Nel 2014 si compiranno 30 anni.
Io quasi in fondo (per fotuna) ma a partire da febbraio, iniziero' a fare gli auguri a quei pochi miei ex compagni di classe di liceo con cui sono ancora in contatto.
E fa un po' strano no? Fare gli auguri per i 30 anni a coloro i quali hai incontrato a 14, e con i quali hai festeggiato i bramatissimi 18.

Insomma l'esercizio consisteva nel definire cosa avrei detto alla me di 18 anni.
E ci ho infilato cose tipo godersi di piu gli anni pisani che sono stati 5 anni responsabilities-full ma thoughts-free, che all'epoca non avevo idea di quanto fossero unici e speciali proprio perche thoughts-free.
Robe tipo che i limoni in macchina di fronte al mare e' bene darli appunto a 18 anni ma non a 26 con le crush local che sono molto tristi. Di lasciar perdere i ritorni a madrid che non ne valgono assolutamente la pena. E che se uno decide di prendere un treno prima, via, lascialo andare che e' meglio cosi'.
Del prendersela comoda con la laurea e organizzare una propria festa, invece che andare via alle due dopo l'ennesimo "ah, ti sei laureata anche tu?!".
E poi avvertimenti tipo- "emgirerai e ti perderai, e fluttuerai, ma tutto questo sara' necessario anche se in certi giorni sembrera fottutamente difficile".

Poi mentre finivo la mia lista, ho pensato che se potessi, chiederei alla me di 18 anni di essere presente in aeroporto nel 2009 quando la sorella partiva per l'america. E fare di tutto perche' un certo R., che vedra' per la prima volta mentre il padre lo aiuta a infilarsi lo zaino sulle spalle, non parta. Tipo chiamare e dire che quello zaino contiene una bomba. Perche' in quel modo eviterei tanto patimento alla sorella. E forse a 18 anni cosi protettiva ancora non ero, ma a 29 quasi 30 lo sono molto e giuro che se potessi cambiare il corso degli eventi lo farei.

Non e' mio diritto cambiare i percorsi altrui, lo so. Probabilmente tutto un senso ha, come dice Jova.
Pero' credo anche che in questioni amorose (ma non solo), o le cose vanno o non vanno. Bianco o nero. Si va o si sta. Le paludi, l'impasse, il grigio prolungato- per me non hanno senso di esistere.

Perche si vive una volta sola e bisogna avere il cuore o pieno o vuoto per essere di nuovo riempito. Un cuore a meta' con i fantasmi dei chissa' forse un giorno non ha senso di esistere.
E mentre scrivo questo, lo ripeto anche a me.
Sia mai che me lo scordassi.

Go Big or Go Home.
Oppure come direbbe mia mamma: O si va, o si sta, che io non c'ho mica scritto giocondor in fronte!

(chi/cosa sia giocondor, lo ignoro.)


Source:http://cheryneblom.blogspot.com



9 commenti:

  1. e io che pensavo fosse joe condor !!!!

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  2. senza la e

    http://www.termometropolitico.it/media/2013/09/Jo-Condor-dettaglio.jpg

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  3. Oddddddio! mi hai risolto un dubbio atavico- anche se.... chi era questo jo condor allora?!

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    1. era un personaggio del carosello (noi vecchietti lo guardavamo tutte le sere)

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  4. Io invece ho sempre pensato che fosse giocondo... che trauma ragazzi!!! Life, Laugh, Love And Lulu!!

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  5. Orpo !!!
    ne ho rovinate due in un sol colpo :-)

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  6. Anche mia mamma lo dice, "non c'ho mica scritto giocondor eh!", e anche io me lo sono sempre immaginato scritto così :-)

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  7. oddio, io pensavo che si scrivesse giocondor e che fosse un uccello (capisco solo ora di essermi sempre fatta ingannare dall'assonanza con 'condor', ahahah) ne hai rovinate tre Charlie Brown!

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    1. ok, vorrà dire che a natale regalerò a tutte voi un pigiamino in flanella con sopra la foto di jo condor :-)

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