05 nov 2013

Giorno 198->202- back in 1997

Avevo gia iniziato il post lamentandomi del mio rientro dopo il ponte in italia.
Poi ho messo on hold per andare a pranzo.
E nel rientrare, ho annusato nell'aria un profumo che ha dei ricordi associati cosi forti, che sembra di toccarli.
Il profumo credo si chiami Byblos e lo portava, nel 1997, una ragazza mia compagna di corso alla scuola estiva di inglese in Irlanda.

Aveva la mia eta' anagrafica ma si comportava da grande.
Io campagnola di provincia, lei abitante del capoluogo di provincia- e vi assicuro che la differenza si sentiva tantissimo.
Da lei imparai che ci si poteva dare la terra in faccia e passare la matita nera sotto gli occhi per essere piu belle. Che per conquistare il figo di turno invece che fare le simpatiche e quelle alla mano, forse era meglio fare un po' le gattamorte e concedere baci alla francese facilmente. Che se poi il figo di turno ti mollava per un'altra, era bene non mostrare alcun tipo di delusione e sbaciucchiarsi con un irlandese per consolarsi.

Mi ricordo i sabati pomeriggi in giro per il capoluogo di provincia, i primi sabati di autunno della mia prima liceo. La gonna corta grigia, gli stivali neri senza tacco. Il prendere la corriera da sole e ordinare una focaccia con "lattuga, prosciutto e maionese" che mi aveva ubriacato di indipendenza.
Mi ricordo la gelosia perche' lei conquistava tutti, anche i miei amici delle medie che mi avevano adorata e che nell'incontrarla al mio compleanno ne erano rimasti tutti rapiti in un secondo.
Mi ricordo il nervoso nel vederla baciare con tutta quella facilita', sparendo dal cinema di pomeriggio e lasciandomici da sola.

Misto di ammirazione e disapprovazione. Che col tempo ovviamente poi ci allontano e ora non ho nemmeno idea di dove sia e che faccia.

Ognuna di noi ha incontrato una cosi penso. Io ne continuo ad incontrare.
Non ho piu 14 anni, ma quel misto di ammirazione e disapprovazione nasce lo stesso. E a volte anche di inadegutezza da "vedi, dovrei fare come lei!".

Come siamo complicate noi donne rispetto all'universo maschile.
Che di ammirazione e disapprovazione non hanno idea e al massimo si misurano a vicenda a colpi di testosterone.

E poi penso a quanto era facile- allora. E quanto me la sono poco goduta.
Quando tutto il problema era il compito di latino la settimana dopo, quanto correttore darsi per nascondere il brufolo sul naso, l'aprire l'armadio e sentire di non avere niente da mettersi, capire se quello a cui lanciavi sguardi nel corridoio della scuola aveva un minimo di interesse oppure no, a che ora incontrarsi sabato per andare a fare le vasche, come acconciarsi i capelli alla festa di compleanno della compagna di classe, come smettere di sentirsi una secchiona.

Mentre ora i problemi si sono moltiplicati di entita e magnitudine, e tutto e' spostato sul futuro invece che sul presente.
E la confusione regna sovrana.
E la depressione serpeggia.
E mettersi la terra e passarsi la matita nera sono solo gesti quotidiani senza piu magia.


Source:http://terander.files.wordpress.com



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2 commenti:

  1. aprire l'armadio e sentire di non avere niente da mettersi e capire se quello a cui lanci sguardi abbia un minimo di interesse oppure no, sono degli intramontabili evergreen ..e questo loro essere senza tempo, nonostante siano due cose così tanto semplici quanto banali, è un po' magia.
    baci :)

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