15 set 2013

Giorno 145->153- e Marlon Brando è sempre lui

Sono stata di nuovo molto assente.
Sono stati giorni di preparazione intensa prima, e di vita  intensa dopo.

Attese lunghissime e istanti brevissimi.
Prima e dopo.
Nodo e magone nello stesso stomaco (il mio).
Voler accelerare e poi rallentare fortissimo.
Settimane che sembrano mesi, settimane che sembrano poche ore.


Scrivo con quel piantino in gola che solo chi dice "ciao" agli aeroporti conosce benissimo.
Mi vergogno quasi di queste lacrime di coccodrilla che mi sono venute quando ho sentito lo swoosh della porta scorrevole.
E ancora di più mi vergogno di queste lacrime melodrammatiche da peggior teen-com americane (speriamo non mi abbia vista nessuno stringere il cuscino e respirarlo perché dio santo è pesante come scena).

Insomma.
Io sono stupita e allibita.
Anni e anni a cambiare, a formarsi, a diventare la persona che sono.
E nel frattempo mutare costantemente idea circa cosa volere, chi volere.
La perfezionavo.
La stiravo un po negli angoli, la definivo meglio nei dettagli, la confezionavo bene.
E speculavo speculavo speculavo. Da sola, nei diari, con le amiche, a inizio anno, a fine anno, nello spazio prima del sonno di un letto vuoto, nella vasca, di fronte a tramonti perfetti, in bicicletta verso casa, nel caldo della sabbia del primo mare, nella distrazione attenta del guidare verso lavoro.

Io vorrei questo, quest'altro e quest'altro ancora.
Una bella lista.
Completa.
Precisa.

E poi sbam.
Mi è arrivato un ciclone addosso. Non ho potuto fare altro che lasciarmi vorticare.
Diversissimo da quello che mi aspettavo.
E, ca va sans dire, molto ma molto migliore di ogni mia idea o speculazione.
Stupendo, ecco. Questa è la parola giusta. Stupendo.

Solitudine atavica spazzata via nella comodità di un divano, su una altalena troppo veloce, durante una passeggiato allo stesso parco dietro casa, davanti ad uno spritzino da Va Piano, di fronte al forno che cuoce biscotti preparati a quattro mani, nel calore dell'acqua, nel fruscio di coperte troppo pesanti.

Futuro incertissimo.
Ma semplicissimo.
E bellissimo.


....Tratto dal blog della mia super inspiration da anni, che a sua volta penso avesse ribloggato:

"Se penso alla mia relazione ideale, la immagino fatta di lunghi silenzi, con una persona molto calma, che mi parla con lo sguardo, che non alza mai la voce, che vuole fare l'amore spesso, che mi torce il braccio mentre facciamo l'amore, che mi bacia la nuca mentre scrivo, che non mi dice dove va, che non mi chiede dove sono stata, che di notte, al buio, si lascia baciare le spalle senza muoversi, steso sul fianco, e mi cinge la vita mentre cucino, e mi mette incinta senza chiedermelo. Praticamente, Marlon Brando: ed è morto da un po'."

E se invece esistesse ancora?

Macarons a 4 mani

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