30 set 2013

Giorno 165&166&167- weekend (quasi) giusti

Il mio amore per la citta' di K. ha da sempre subito cicli alterni.
Amore amore amore, odio odio odio. Ovviamente mai qualcosa in between perche', come gia' detto, io sono una estremista.

Povera citta' di K. In realta' lei non ha niente che non vada.
Un milione di abitanti, per una che viene da un villaggio che ne conta appena ottomila, e' un gran salto.
Tram tutta la notte, pochissimo traffico, mille e uno ristorante da esplorare, caffe' dove andarsi a rifugiare nelle giornate di grande freddo.
Parchi a non finire, piste ciclabili, concerti di band importanti from time to time.
Nulla da rimproverarle.

Solo che la citta' di K. non e' Casa.
Non potra' mai esserlo, per quanto ci abbia provato in tutti i modi.
Radici che non sono riuscite ad affondare in questo terreno.
Io probabilmente sono un ulivo, e ho bisogno di quelle colline, di quel mare, di quell'aria a ridosso delle alpi apuane per poter crescere e essere vitale.
Ci ho messo tanto a realizzarlo, ma e' cosi'.

E da quando ho capito questa verita' potente, io e la citta' di K. siamo entrate un po' in conflitto.
Pianti a dismisura perche' ero qua invece che la. E tutta la lista, di cui sopra, delle cose super carine che offre poteva pure andarsi a benedire perche tanto lacrime erano.

E' pero' vero che l'umore e' di molto dipendente dalla vita (o assenza di) sociale.
Per cui basta un pomeriggio, aria freddina ma non troppo, il giubottino di pelle che ha ben 8 anni, la mia stupenda bicicletta, i miei amici soliti che per una volta erano tutti liberi con solo 10 minuti di preavviso- per ritrovare il sorriso perso da un po'.
20 km con soste culinarie piu o meno riuscite.
20 km di battute (dirty) e buoni pensieri. Di viali alberati e strade sterrate. Di altre coppie che camminano mano nella mano e assenza di invidia da parte mia perche', anche se complesso ho tutto cio che devo avere al momento.
20 km di pace mentale che ultimamente manca troppo spesso.

Poi aggiungiamo che: ho portato a termine una bella parte della civetta, ho completato il cambio di stagione, ho riordinato casa, aggiornato il diario, ascoltato buona musica, cenato con ottimo filetto di maiale in crosta di senape (se si puo dire), fatto due lunghi bagni (uno buono uno no), coccolato i miei gatti spinta da qualche senso di colpa... direi che e' stato un weekend di successo.
E quell'ansia che quel deficiente del mio ex, solo a vederlo, mi genera e' stata spazzata via pedalata dopo pedalata.

Non so quanto durera.
Ho l'impressione di avere un inverno duro davanti.
Ma per ora portiamo a casa cio' che e' arrivato.
Domani si vedra'.




27 set 2013

Giorno 162&163&164- it's time to tango

Sono apatica.
Apatica e vegetativa.
Mi trascino da lavoro, al divano, al letto, al lavoro.
Mi sento spenta che neanche se rispettassi i famosi 2 minuti delle creme idratanti e i miei capelli diventassero splendidi splendednti come quelli delle pubblicita, cambierebbe qualcosa.

Grigia e triste.
Sulla via della depressione.
Piango spesso, piango troppo. Soprattutto negli aeroporti.
'Na traggggedia ragazzi.

C'e bisogno di svoltare.
E i migliori propositi si fanno, si sa, di venerdi.
Che dal lunedi li abbiamo gia rivoltati come dei calzini, ma il venerdi ci crediamo una marea.

Questo weekend voglio:
- fare il cambio di stagione da persona adulta, ovvero decidere di STIRARE le cose prima di riporle.
- andare in palestra a farmi urlare addosso da florian-il-terribile
- uscire per un super cocktail in tacchi alti e calze fini col filino dietro per spendere i ben 15€ di utile che io, G. e N. abbiamo fatto con la nostra prima "Single night" (dateme robba da organizza', e io ci sono sempre. Merita post a parte).
- finire di vedere Dexter- ultima stagione, pigiamata e profumata dopo un bagno di 2 ore.
- non bestemmiare per le scene da esorcista che il mio gatto fara' dal veterinario (talis mater, talis felinus)
- andare a trovare M & S e il loro dolcerrimo figlio di una settimana di vita.
- mettere a posto le mie finanze e ordinare tutto cio' che mi serve per imbarcarmi nei prossimi progettini.
- lavorare alla civetta che sto ricamando lentissimamente
- scrivere un post per il blogghino
- scrivere nel mio diario per schiarirmi le idee.
- coccolarmi senza indulgere i comfort food (dio del weightwatcher per favore guidami tu!)


ecco. direi che il programma c'e.
Sono le 12.37 di venerdi. Fa freddo ma c'e il sole.
E io ho deciso che posso dire no alla depressione e a quella macchina nera che mi sta mangiando dentro.
Qui e' dove sono ora.
Tra sei mesi o un anno dove saro' non lo so.
Ma e' mio dovere vivere il mio ora nel migliore dei modi possibili.

Life is now.
Altro tatuaggio che mi dovrei fare.

Alternativa di tatuaggio, same concept (Source: tattly.com)




24 set 2013

Giorno 158&159&160&161- down to you

Io ho guardato un sacco di film.
Forse ultimamente mi rendo conto di aver iniziato un po' tardi e quindi di essermi persa dei classici, ma sicuramente dagli anni del liceo in su, ne ho guardati parecchi.
E anche serie televisive.

Ci sono scene che ti porti nel cuore, e che a distanza di anni ti ricordi nei minimi particolari.
Scene che ai piu'sono insignificanti, ma che per te in quel momento preciso in cui le avevi guardate, avevano parlato e quindi si sono impresse nella memoria.Non ti ricordi soltanto i dialoghi, o la fotografia, o la colonna sonora- ti ricordi tu che cosa pensavi, che cosa sognavi, che cosa speravi mentre le guardavi.

Potrei citarne molte, di queste scene everlasting.
Dal giro in vespa per parigi di Amelie, a Scarlett che cade a letto sfinita con Bill che pur di toccarla si accontenta di accarezzarle un piede, a Felicity che mangia l'hamburger da sola alla mensa del college di New York e si sente finalmente indipendente, a Summer che non si innamora di Tom e lo lascia per poi fidanzarsi con un altro e dirgli che "quando the one arriva, lo senti", alla scena di sesso tra Brad e Claire, a Jim & Pam che guardano i fuochi di artificio sul tetto dell'ufficio mangiando toast al formaggio...

..e poi, una su tutte, la scena di un film teen che vidi nel 2000 o giu di li.
Una scena talmente tanto impressa, e talmente tanto decantata, che quando dico a mia sorella "ieri ho raccontato a M. la mia scena preferitissima di un film" lei risponde subito "Down to you, scena finale".

Eccola qui.



Poi succede che quella scena diventa realta' e la 17enne in te ti dice grazie- perche qualcosa di buono devo pur averlo fatto ma sopratutto perche' a seguire la pancia e non il cervello a questo giro ho preso la decisione migliore del mondo.

19 set 2013

Giorno 156 & 157- l'ultimo anno mi e' sempre stato stretto

Per continuare con le confessioni di una mente un po' boh, dovete sapere cari miei che io non sono mai stata brava con gli ultimi anni di scuola.
Mi spiego.

Ultimo anno di asilo- tormentavo mia madre perche non ne avevo gia piu voglia, volevo essere alle elementari, basta con i giochini e le canzoncine. Leggere e scrivere, please!

Ultimo anno delle superiori- tormentavo il fidanzato temporaneo di turno perche volevo gia essere all'universita'. Basta compiti in classe e interrogazioni, liberta di organizzazione please!

Ultimo anno di universita'- tormentavo me stessa perche volevo gia essere una lavoratrice. Basta esami, tailleur e stipendio please!

Bene. Ci siamo capiti.

Io quest'anno compio 29 anni. Manca ancora un mesetto buono, quindi ne ho ancora ufficialmente 28.
Eppure e' da inizio anno che io gia' penso di averne 30.
E sara' che sono successe un sacco di cose in questo 2013, sara' che quello zero tondo me lo sento arrivare tra capo e collo, sara' che appunto io con gli ultimi anni di scuola non sono mai stata brava- io sono gia' in great sbattimento!

Mi sembra di aver concluso un capitolo di vita, quello che iniziava col due appunto, e di doverne iniziare uno nuovo. Sento dentro dei turbinii strani che mi sbattono di qui e di la e mi forzano a voler rivedere le cose, a volere cambiarle, a volerle sbucciare e a trovare nuove vie.
Non una piena e radicale rivoluzione, no, ma un ritrovarmi nell'intimo, nel core, per capire poi dove voglio andare.
Germania? Italia? Sola titanica? Compromessi per vivere a due? Global? Local? Lavoro figo? Vita privata dorata?

Cosa (mxxxxxx) voglio?

Me lo chiedo ogni mattina e ogni sera da un paio di mesi ininterottamente.
Se avvicinaste l'orecchio alla mia testa sentireste il rumorino della ruotina del criceto che gira a tutta velocita'. E poi, ragazzi, se documentassi le risposte, probabilmente mi sono detta tutto e il contrario di tutto.

Lost.
In transition.

E quando tutte le donne si lostano pochi mesi prima dei big 3.0 io, da buona deficiente, parto con un anno di anticipo.

io
odiare
me.
eh.... (source: www.keepcalm-o-matic.co.uk )

17 set 2013

Giorno 154 & 155- confessioni di una mente boh

Vi devo dire certe cose che forse non ho nemmeno mai ammesso a me stessa:

- Vivere da sola al momento mi pesa. Una volta no. Una volta, neanche troppo tempo fa a scorrere questo blog, mi dava adrenalina. Film tardi, spazi miei, arredamento su misura, letto da vivere nel centro e super girly.
Ora basta. Ora tornare a casa e posare la borsa su quel tavolino silenzioso, salutare i gatti, dargli da mangiare, mettere insieme due cose da ingurgitare seduta sul tappeto (che il tavolo da 8 vuoto fa malerrimo)- mi pesano.Mi pesa anche andare a dormire e sentire meta del letto vuoto.
Ieri sera questo miscuglio di cose mi ha fatto piangere forte, come non succedeva da un po'.

- Mi stufo presto delle cose. Un anno fa avevo iniziato la dieta e spinta dalla novita ci avevo dato dentro. Aveva dato i suoi frutti. Poi puf, passata anche quella. E adesso non riesco a riprenderla con la stessa serieta' di prima. Mi trascino e un giorno faccio, mi affamo, mi provoco gli strizzoni allo stomaco. Un altro mi gusto i macarons senza nemmeno sentirmi in colpa. Mi guardo allo specchio, ritrovo i chili che una volta avevo perso, ma non riesco a trovare la motivazione.

- Sono in una fase apatica. Io che voglio sempre fare mille cose, non ho voglia di fare nulla. Esco e sono tormentata. Vorrei essere fuori mentre sono a casa, vorrei essere a casa quando sono fuori.

- Il tormento mi e' congeniale. La serenita' e l'essere zen non sono cose che mi siano mai appartenute. Mi tormento da quando mi ricordo. Anche all'asilo mi tormentavo. Io cresco, i motivi cambiano, il tormento resta. E mi chiedo se non sia proprio parte del mio dna per cui non mi riuscira' mai mai mai di smetterla.

- Segretamente sono sicura che non mi sposero' mai perche non trovero mai una persona che mi amera' per sempre. Che qualcuno che sopporti il mio tormento forever non riesco nemmeno ad immaginarlo. Che riesca a accettare le mie fasi di iperattivita seguite da forta apatia. Che mi prenda sul serio ogni volta che dico "oh, mi sono fissata su sta cosa, mi fa impazzire" sapendo che probabilmente tempo due mesi l'avro' messa nel dimenticatoio. Segretamente mi sento fortemente danneggiata, complicata, impegnativa. Troppo tutto, da poter essere sopportata perfino amata e non odiata dopo un po'.


Bene, arrivo in fondo a questo piccolo momento di sfogo rendendomi conto che in realta' un topic ha tirato l'altro, tipo le ciliege. E in chiusura ho toccato la mia piu grande paura.
Io che mi piaccio a volte tantissimo, a volte per niente- sento che potrei non essere la scarpa giusta di nessuno e ho veramente il terrore di finire i miei giorni da sola (circondata da gatti come i peggiori chliche').

Tristezza, please, anche basta.
Mollami.

Parco preferito, dove vado quando mi sento un po' giu'.

15 set 2013

Giorno 145->153- e Marlon Brando è sempre lui

Sono stata di nuovo molto assente.
Sono stati giorni di preparazione intensa prima, e di vita  intensa dopo.

Attese lunghissime e istanti brevissimi.
Prima e dopo.
Nodo e magone nello stesso stomaco (il mio).
Voler accelerare e poi rallentare fortissimo.
Settimane che sembrano mesi, settimane che sembrano poche ore.


Scrivo con quel piantino in gola che solo chi dice "ciao" agli aeroporti conosce benissimo.
Mi vergogno quasi di queste lacrime di coccodrilla che mi sono venute quando ho sentito lo swoosh della porta scorrevole.
E ancora di più mi vergogno di queste lacrime melodrammatiche da peggior teen-com americane (speriamo non mi abbia vista nessuno stringere il cuscino e respirarlo perché dio santo è pesante come scena).

Insomma.
Io sono stupita e allibita.
Anni e anni a cambiare, a formarsi, a diventare la persona che sono.
E nel frattempo mutare costantemente idea circa cosa volere, chi volere.
La perfezionavo.
La stiravo un po negli angoli, la definivo meglio nei dettagli, la confezionavo bene.
E speculavo speculavo speculavo. Da sola, nei diari, con le amiche, a inizio anno, a fine anno, nello spazio prima del sonno di un letto vuoto, nella vasca, di fronte a tramonti perfetti, in bicicletta verso casa, nel caldo della sabbia del primo mare, nella distrazione attenta del guidare verso lavoro.

Io vorrei questo, quest'altro e quest'altro ancora.
Una bella lista.
Completa.
Precisa.

E poi sbam.
Mi è arrivato un ciclone addosso. Non ho potuto fare altro che lasciarmi vorticare.
Diversissimo da quello che mi aspettavo.
E, ca va sans dire, molto ma molto migliore di ogni mia idea o speculazione.
Stupendo, ecco. Questa è la parola giusta. Stupendo.

Solitudine atavica spazzata via nella comodità di un divano, su una altalena troppo veloce, durante una passeggiato allo stesso parco dietro casa, davanti ad uno spritzino da Va Piano, di fronte al forno che cuoce biscotti preparati a quattro mani, nel calore dell'acqua, nel fruscio di coperte troppo pesanti.

Futuro incertissimo.
Ma semplicissimo.
E bellissimo.


....Tratto dal blog della mia super inspiration da anni, che a sua volta penso avesse ribloggato:

"Se penso alla mia relazione ideale, la immagino fatta di lunghi silenzi, con una persona molto calma, che mi parla con lo sguardo, che non alza mai la voce, che vuole fare l'amore spesso, che mi torce il braccio mentre facciamo l'amore, che mi bacia la nuca mentre scrivo, che non mi dice dove va, che non mi chiede dove sono stata, che di notte, al buio, si lascia baciare le spalle senza muoversi, steso sul fianco, e mi cinge la vita mentre cucino, e mi mette incinta senza chiedermelo. Praticamente, Marlon Brando: ed è morto da un po'."

E se invece esistesse ancora?

Macarons a 4 mani

06 set 2013

Giorno 143 & 144- Le donne e le ONS

Tocchiamo un argomento juicy, di quelli che mi stanno molto a cuore.
Le donne e il loro rapporto con le ONS- come le chiamo io con le mie amiche.
Le One Night Stand- o fuochi di una notte (per farla un po' piu romantica
traducendola in italiano).

Mi sono ritrovata ad avere una conversazione con mio padre qualche tempo fa circa questo argomento (Si lo so, strano parlare di donne e cose di una notte col proprio padre.
Ma questo e' uno dei piccoli vantaggi di un divorzio- si sdoganano tutti i taboo e i piani si avvicinano molto. Si parla quasi come tra amici)

Mio padre mi diceva "non capisco perche' le donne non riescano a non prendersi, anche se fin dall'inizio era palese che non era amore ma solo sesso. Partono tutte ganze, dicono "si si ovvio, anche per me e' cosi'", e poi immancabilmente si prendono e ci rimangono male".
"Eh"- dico io- "padre, impara. donne e cose solo di sesso nella stessa frase anche no. Ci proviamo, ma non ci siamo tagliate".

Questa e' onestamente la mia opinione.
Poi ci sta che io generalizzi troppo, ci sta che la' fuori la Samantha o la Miranda di Sex&TheCity esista davvero. Io pero' conosco tutte Charlotte, massimo la Carrie che parte tutta sicura ma poi si prende fottutamente di Big.

Secondo me noi tutte, anche quando siamo consce di starci infilando in un gioco di una notte (per esempio, con uno conosciuto da poco, pochissimo, magari la sera stessa. Quindi, oggettivamente non ci sono le basi perche sia niente di piu' di una ONS e noi lo sappiamo benissimo), nel nostro pronfondo speriamo di essere the one che lo colpiscono. Coltiviamo celatamente il desiderio di essere quelle di cui, una volta incontrate, un uomo non puo' piu' fare a meno-ci vuole rivedere, ci vuole riavere, ci vuole corteggiare. Anche se l'uomo in questione a noi in realta' NON  e' piaciuto, anche se poi a noi lui NON interessa- il nostro orgoglio di regine non cede. E se questo dopo la ONS sparisce, immancabilmente, anche fosse stata la peggior notte di tutti i tempi, noi ci rimaniamo male. Ferite nell'orgoglio, appunto.

Esistono fondalmentalmente due modi in cui una ONS puo' concludersi. E a seconda del modo, le nostre reazioni emotive del dopo possono variare molto.

a) Le ONS che finiscono bene. La mattina dopo (o a fine serata), nonostante ovviamente non si tocchi l'argomento del "ci rivediamo?", il nostro fuoco di una notte si comporta da galantuomo. Ci bacia, ci abbraccia, ci saluta e ci da quel calore che noi tutte pretendiamo. Ci guarda in quel modo che noi tutte vogliamo. Noi imbrocchiamo la porta, ce ne andiamo, e ne usciamo a testa alta. E' stata una ONS, ma ci sentiamo tranquille. Ovviamente speriamo che questo si rifaccia sentire. Ma anche cosi non fosse, potremo raccontarci che "era una ONS, lo sapevamo, ed e' stata bella proprio per quello". amiche (con noi stesse) come prima.

b)Le ONS che NON finiscono bene. La mattina dopo (o a fine serata), il fuoco di una notte e' di una freddezza inaudita. Ci tratta con sufficienza, mostra chiari segni di insofferenza, spinge in modo piuttosto eplicito affinche si imbrocchi la porta. Non ha alcun tipo di attenzione o calore nei nostri confronti. La situazione diventa pesante. Dal sentirci padrone della situazione, passiamo ad essere infastidite, con noi stesse soprattutto. Ci sentiamo un po' stupide. Ci diciamo "potevamo anche evitarla, questa". Continuamo a sperare che si rifaccia sentire- ma per riportare a casa un magrissimo punticino d'orgoglio perche' "non gli abbiamo nemmeno risposto". Ricordermo la ONS come un episodio spiacevole, di cui non andremo mai fiere. Perche' potevamo scegliere meglio.

Ho ragione o no?

Infine, vorrei anche affrontare l'annoso problema di questi tempi bui, anche ribattezzati "it's a jungle out there".
Non vi pare che ultimamente, mosse da tutta questa ansia di piacere, da queste insicurezze che ci rendono fragili, da questa frenesia da contatto- ci abbandoniamo a affari di letto un po' troppo presto?
Non siamo forse noi stesse a non pretendere abbastanza un buon corteggiamente, un buon gioco, un buon temporeggiare?
Ci affrettiamo a concederci pur di sentirci volute. Con il rischio, poi, di trovarsi in una ONS che NON finisce bene e farsi piu male che bene.

Ovviamente non voglio fare moralismi da "non andare a letto presto  (e con gli sconosciuti)"-Freedom and power, girls! 
Mi chiedo pero' se non siamo un po' vittime di noi stesse- ci lamentiamo che it's a jungle out there, ma secondo me siamo noi stesse a contribuire a crearla quella bitch della jungle.
Io prima, primerrima, fra tutte.

Bon.
Dopo queste riflessioni mi ributto a consolare la bestie, che manco a dirlo, e' reduce da un misto tra a) e b) che fa piu' male che bene.

(Mannaggia a voi, uomini 2013!)


Source: IMDB.it

04 set 2013

Giorno 140&141&142- scheletri negli armadi

Voi, blog-readers che passate di qui, avete degli scheletri negli armadi?
Intendo quelle cose che avete fatto e di cui vi sentite in colpa.
Le rigettate nel buio della memoria perche' quando vengono a galla un po' ve ne vergognate sempre.

Io un paio di scheletri nell'armadio li ho.
La mia coscienza ne e' consapevole e, secondo come, me lo fa gentilmente notare.

Non mi sono sempre comportata bene. Non sono sempre stata onesta.
Mossa dalla paura di fare male o dalla paura di scoprirmi una "cattiva" persona, non ho agito sempre bene.

Poche volte, eh. Ma ancora evidentemente mi pesano, se ci penso ancora.Se ancora mi vengono in sogno.

Una su tutte la mia relazione con G.
Tempi dell'universita', io in cerca di un amore, lui li pronto e disponibile.
Bravo, rispettoso, spiritoso, toscano al punto giusto, intelligente.
In cerca di se stesso allora, molto piu di quanto non lo fossi io (o pensavo di esserlo).
Due anni e mezzo di storia, che a riguardarla e' stata una stupenda amicizia a cui mancava qualcosina per essere chiamata amore.
Stavamo benissimo insieme. Si litigava come dei matti, si urlava da perdere la voce, ma ci si capiva come pochi. Mi capiva come pochi, pochissimi. Ridevamo anche molto, accomunati da piccole cose stupide che poi non ho mai condiviso con nessun altro.
Ma mancava qualcosa.
E io ero troppo piccola per accontentarmi. A 22 anni pensi di poter disfarti delle cose facilmente. O almeno io la pensavo cosi.
Tornata da un viaggio negli states, forte di una cotta travolgente per un altro, lo lasciai.
Lo lasciai male. Dando poche spiegazioni. Rifiutandomi di affrontare la cosa. Insultandolo. Probabilmente distruggendolo. Pur di chiudere, pur di non vedere quanto stessi provocando dolore.
E chiusi una porta anche a quella famiglia, certo piena di difetti (ma anche la mia allora coltivava difetti, anche se ancora non lo sapevo), ma una famiglia fantastica, che mi aveva accolto come una figlia.

Beh. Sono passati 7 anni.
Ogni tanto ci si e' sentiti. Io ho sempre provato a recuperare un minimo di rapporto,  conscia di quanto lui fosse un'ottima persona. Lui, probabilmente ferito per sempre, mi ha sempre trattata con sufficienza- e probabilmente con tanta ragione.
Ora ha una fede al dito. E' felice (spero).
Ha una nipote stupenda. Suo padre, che adoravo, fa il nonno.
E quando ci penso mi si attorciglia lo stomaco.
Lo scheletro mi bussa sulla spalla e mi fa sentire in colpa.

Oggi e' il suo compleanno. E per la prima volta in 10 anni non scrivero nemmeno gli auguri, che e' meglio eclissarsi.
Ma stanotte l'ho sognato. con suo fratello. con suo padre.

Magari un giorno mi perdonero'.
Per ora evidentemetne ancora no.



01 set 2013

Giorno 139- Primo

Già di loro, normalmente, i primi del mese mi creano sempre un po' di stupore.
Il tempo scivola, mesi se ne vanno, tutto va veloce... etc etc etc. Soliti pensieri.

Poi ci sono dei primi particolari- primo gennaio, primo maggio, primo settembre, primo novembre.

Primo gennaio- ca va sans dire. Il nuovo anno che si dispiega davanti, i bilanci, le lacrime o le risate con cui s'è affrontato il 31, le risoluzioni, il "ora basta, da oggi cambio".

Primo maggio- una delle mie feste comandate preferite. Lo associo a picnic per le piane di quando ero giovane, o i primi raggi di sole in spiaggia. Barbecue tempo permettendo, invece, degli ultimi anni tedeschi. Un giorno che segna il middle point tra la primavera e l'estate, e quindi, di per se, carico di tutte quelle aspettative che sono proprie di queste due stagioni.

Primo novembre- l'inverno alle porte, l'aria fredda e frizzantina. Il mio compleanno dietro l'angolo che fa capolino. I bilanci e sbilanci, il sentirmi giovane o vecchia, arrivata o in pieno movimento. La festa con tanta gente o qualcosa di intimo, magari a due, già in programma. La gonna e le calze pesanti, il farmi più carina del solito.

E poi il primo settembre, che toh! E' oggi! Per 20 anni è stato il vero spartiacque tra l'estate e la scuola. Smettevo di punto in bianco il costume e tornavo ai jeans. Iniziavo a mettere insieme quaderni e penne, libri e energia per cio' che mi aspettava. Un secondo inizio di un anno nuovo.
Le lezioni e gli orari all'università, il gruppo che si ritrovava dopo la pausa estiva diventata troppo corta.
Le vacanze nel periodo migliore dell'anno, al caldo di un sole un po' più tiepido ma pur sempre sole, necessario ad incamerare quella voglia necessaria ad affrontare di nuovo la neve e il buio presto.

Oggi è il primo settembre.
La mia estate è passata veloce, e in compagnia. Un piede qui, un piede a Casa. Ore di telefonate e km di messaggi. Farfalle e gufi. Tramonti e albe. Letto e sdraie. Tappeto e divano. Scarpe da corsa e infradito. Giri in vespa e passeggiate coi grilli che non mi ricordavo più come facevano.

Oggi è il primo settembre.
La mia casa è silenziosa.
La mia casa è in attesa.
L'autunno arriverà presto.
Lo vedo nelle foglie che cambiano già colore sulla via per il lavoro.
Lo sento nelle mie fantasie sui miei giorni americani a fine mese.
Lo avverto nell'aria che diventa fresca e porta nuovi propositi.
Lo tocco nelle sciarpe che torno ad indossare.
Lo gusto nei piatti che cucino, più caldi e profumati.

Oggi è il primo settembre.
Un anno fa iniziava la crisi.
Oggi continua la rinascita.

Bring it on, 2013!