23 ago 2013

Giorno 128, 129, 130- chi e' lei?!

Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Si, certo, sono una versione super abbronzata di me (come si diventa subito fighe con un po di colore addosso!).
Ma non e' quello.
Sono i miei occhi.
Io i miei occhi li guardo tanto. Li guardo la mattina quando mi sveglio e sono ancora tutti gonfi di sonno, li guardo nei mille e piu autoscatti che mi faccio (lo so, patetico, ma la distanza va pure coperta con qualcosa no?), li guardo nella finestrina ina ina di skype, li guardo negli scatti rubati da qualcunaltro.

Sono questi occhi che, se riprendiamo una foto di 365 giorni fa, erano spenti.
E ora sono accesi, di luce propria.
E se ancora andiamo a scovare negli anni, molto spesso sono stati spenti.

La mia fiamma di una notte araba, nel rivedermi dopo due anni, mi disse che nonostante il sorriso forte, portavo dentro di me una tristezza perenne- la, sul fondo degli occhi.
Sarei curiosa di sapere se ora ce la vede sempre, perche secondo me e' sparita.

The most me I have ever been, anzi. Meglio.
Che io ho vissuto di ansie da tempi immemori- anzi no, da tempi precisi.
Da quando il percorso non e' stato piu' bello definito (medie, liceo, universita'), ma in balia di eventi e occasioni che non potevo piu controllare a puntino. Il non sapere dove andare, quando e come mi ha generato paturnie a non finire.
Io devo avere tutto dispiegato davanti a me, tipo una cartina sul cofano della macchina quando si fa un viaggio.
Non mi butto alla cieca, non procedo a tentoni accontentandomi dei pochi passi e dicendo "poi vediamo come va".
Poi e vediamo con me non esistono.
Io sono ora, adesso, domani alle 9.37, lunedi prossimo alle 19.15.
Io sono una concatenazioni di azioni e luoghi precisi.
Non lascio spazio alla casualita'.
Control freak.

Lo sono ancora. Lo devo essere, per il mio lavoro.
Ma gli occhi con la luce propria hanno portato anche una liberta' mentale nuova.
Sara' quel che sara', a tempo debito.

E mi chiedo se sia perche' in realta', in tutti questi mesi dopo i rantolamenti di inizio anno, io non abbia acquisito davvero, finalmente, quella sicurezza per anni persa.
A domande random, mi sento di rispondere "sono felice".
E non sono felice (solo) per il solecuoreamore. Sono felice perche' sento di essere la persona che volevo essere, in questo preciso momento di vita.
Mi fido di me e delle mie capacita'. Anche delle mie capacita' di modificare la mia vita per andare in contro alle mie aspirazioni personali.

E questa e' grossa.
Che di modificare la mia vita per diventare professionalmente chi volevo essere, non ho mai avuto problemi a farlo. Ma quando si parla di emozioni, e'evidente che a gestirle e a mettermi in gioco non sono tanto brava.

Insomma- occhietti miei.
Continuate pure a brillare.
Portatemi le rughette di espressione.
Stendetemi l'animo che e' stato tormentato per troppo tempo.

Sara' quel che sara'.
Whatever will be, will be.

Source: makingitlovely.com

3 commenti:

  1. beh, ma a questo punto una foto degli occhi la potevi pure mettere !!!!!!

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  2. Sono felice che sia riuscita a trovare questa profonda felicità, quella che solo tu (e forse pochi altri) riesci a distinuguere, da quella di superfice.
    Dalle tue parole mi è sembrato di capirti, io sono in uno dei periodi che più mi angoscia, il periodo dell'università. Non voglio usare la parola tristezza perchè le cose positive ci sono, ma penso che tu possa capirmi. Beh, volevo chiederti se, guardando indietro, riusciresti a dare un consiglio a quella te con gli occhi spenti, per farla vivvere più serena, oppure se l'unica cosa da fare è aspettare che arrivi il periodo di serenità...

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    1. Il consiglio che darei alla me con gli occhi spenti sarebbe di prendere coscienza dei motivi che non mi rendono contenta di me o della mia vita, invece di rimandare il confronto con me stessa. e poi di affrontarli uno a uno, con calma e pazienza che nessuno mi corre dietro. Mi ripeterei che non c'è niente che io non possa cambiare, se davvero lo voglio. Mi costringerei a non avere paura di ammettere che qualcosa non va.
      A te, che sei nel periodo dell'università, invece direi di goderti ogni giorno perché per quanto possa essere difficile, è un periodo di grossa evoluzione e trasformazione. abbraccia le difficoltà e le incertezze, perché ti stanno formando.

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