31 ago 2013

Giorno 136&137&138- ubriaca di indipendenza

Sono praticamente 10 anni che vivo per conto mio.
A settembre 2003, partivo con la mia valigiona verde e la lacostina blu anni 70 in direzione Pisa.
I miei mi portarono al treno delle 19 di domenica sera e mi ricordo mio padre che mi disse "adesso sarà sempre così? treno della domenica sera verso Pisa?".
Mi ricordo il mio super sorriso nel realizzare che si, lo sarebbe stato per un po'. Almeno 5 anni.
L'eccitazione di aprire quel portone, di quell'appartamento ora diventato "mio", della prima cena a base di un sugo troppo salato portato dal fida di turno della mia coinquilina.
Mi ricordo anche la paura di aver reciso il cordone ombelicale, di aver terminato una fase di vita a 4 a Casa, di aver alterato quegli equilibri così conosciuti.

Non fu semplice accettare che i miei genitori e mia sorella continuavano a coltivare quella intimità tipica nostra, mentre io ero "lontana" (40 km!) e potevo solo riacchiapparla nei weekend.
Non fu semplice nemmeno imparare a convivere con quella solitudine che si impossessava di quei muri dal mercoledì mattina finche non ripartivo il sabato- che i miei coinquilini di stare a Pisa anche quando non c'erano le lezioni a economia, nemmeno a incatenarli.

Ma ricordo anche quanto mi ubriacava la mia indipendenza. Quanto stavo in pace con il mondo sul mio autobussino numero 13, che le domeniche sere mi portava verso casa. E sceglievo quello, che ci metteva di più, ma faceva il giro del lungarno- e il lungarno di Pisa, la sera, è qualcosa a cui non ti abitui mai, è sempre stupendo. La cena già programmata, i libri pronti per le lezioni del lunedì mattina, andare a dormire quando volevo, sentirmi "grande".

Questa ubriacatura da indipendenza io la provo ancora oggi, dopo 10 anni di vita da "adulta".
Mi sveglio con calma, mi preparo la colazione dei campioni con uova in camicia e salmone, mangio con calma gustandomi il caffè e ascoltando musica (italiana). Rimetto apposto la bomba atomica dei miei vestiti nell'armadio, pulisco la cucina, riassetto i cuscini.
Mi guardo intorno e tutto questo è davvero mio. Tutto frutto del mio lavoro, delle mie scelte, del mio percorso di vita.
E sono inebriata da questa libertà.

Ho 28 quasi 29 anni, vivo da sola da 10, soffro a volte la solitudine come una vera spina nel fianco- eppure, ancora, sono ancora in grado di stupirmi di quanto sia libera.
E scatta l'orgoglio.
Nonostante tutto, essere rimasta in piedi. Nonostante tutto, padrona della mia vita. Nonostante tutto, ancora qui.

Se poi le uova in camicia mi vengono stupendamente come oggi poi- la felicità non si contiene!

28 ago 2013

Giorni 134 & 135- Playlists

Vi succede mai di ripescare un vecchio vecchissimo CD oppure una playlist creata mesi e mesi prima?
Non vi fa strano riascoltarli?
Si sa che la musica si sceglie con il cuore, e quindi le tracce selezionate sono 1:1 traslazione dell'umore del momento. Come fotografie, ma di cose astratte- pensieri, desideri, tormenti.

Mi ricordo perfettamente un CD del 2003 chiamato "simona under maturity's stress" consumato mentre studiavo (10 anni fa! porcamiseria!) per l'Esame con la e maiuscola nonostante i 34 successivi all'uni. C'era la canzone dello spot del cornetto algida di quell'anno, con lui e lei che mille volte sono vicini ma non si incontrano per poi finalmente farlo (ovviamente col gelato in mano). Studiavo e sognavo un amore cosi.

La playlist sull'ipoddino nero "GOING TO USA!" e la sua "good riddance" a svegliarmi ogni sacrosanta mattina, che ormai gli altri non ce la facevano piu. Ma la vita che ti prende per i wrists e ti porta da qualche parte mi affascinava cosi tanto come concetto che non potevo che riascoltare e riascoltare quelle parole.

Oppure il CD del novembre 2008, rimasto the one and only CD nella mia fiestina rosso fiammante fino a che non l'ho data via l'anno scorso. Un misto di tagliavene italiano DOC che mi serviva nei momenti in cui "dio mio come vorrei accendere la radio e sentire RDS".

O ancora la playlist "november rain" del 2010, con i marlene kunz e quell'amore fatto di sospiri, cosi perfetto, cosi struggente che ancora una volta mi trovavo a sognare.

E ora- questa di spotify che ho messo insieme da gennaio. Stars over stars accumulate in ordine cronologico. Dalla tristezza infinita di Birdy e "skinny love", alle note incalzanti di "never let me go" dei florence and the machine, a quel soundtrack pazzesco di un video amatoriale tipo trailer di Anna Karenina "morning parade".
Eccomi li.
Con le lacrime agli occhi che cerco di asciugare velocemente, su un treno verso roma, whatsapp e immagini impietose, vita a pezzettini e tanti scatoloni ad attendermi. Angoscia e paura. Voglia di trovare una qualsiasi colla per metterli insieme quei pezzettini ma non sapere proprio dove andarla a cercare. Sogni (falsi e vuoti) infranti, un po' di vergogna, rabbia con me stessa.

Mi fa bene risentire tutto questo.
La vita va avanti e molto probabilmente arriveranno nuovi dolori, nuovi punti di basso, nuovi fondali da toccare- probabilmente gennaio 2013 finira un po' nel dimenticatoio.
Ma ora, per ora, ancora rappresenta ancora un punto preciso nella mia mappa, da cui sono partita per mai piu tornare.
Perche' la vita va avanti, arriveranno nuovi dolori, nuovi punti di basso, nuovi fondali da toccare- ma non saro' mai piu quella che ero nel gennaio 2013.


Attraverso il dolore trovare il piacere- di rinascere, migliorare e riscoprirsi.
Un ossimoro grosso come una casa, vero?



26 ago 2013

Giorno 131 & 132 & 133- difficilissimo e semplicissimo

(Post scritto ieri ma non pubblicato per problemi tecnici. Stanotte sono stata sveglia fino alle 4. La mia testa non mi da pace.)


Pochi minuti prima di andarmi a vestire e uscire, in questa giornata di agosto sul calendario ma di ottobre inoltrato nella realtà delle cose.
La mia canottierina verde, spallini piccoli, che cascano di continuo. Rimasuglio di un regalo di una vita fa, di una versione di me fa.
I gatti che ronfiano vicini vicini, che dobbiamo ritornare a essere complici dopo 18 giorni di assenza.

Domenica grigia.
Sunday is a bitch.
Sunday was a bitch.
La mia solitudine acquisisce significati nuovi.
Sono in preparazione.
Sto raccogliendo le energie e mi sto abbassando sui calcagni per poi fare un salto grande, alto, lunghissimo.
Lo faccio piano, al rallentatore, perché il salto è importante e devo essere sicura di eseguirlo alla perfezione.
Ma così sono io.
Turbinio di pensieri, di domande, di  scenari, che non riesco a lasciare stare, a lasciare decantare.
Io li devo ordinare, devo capire dove mi stanno tirando, devo essere cosciente della direzione da prendere.
E quindi caos caos caos, e poi di botto chiarezza. accecante.
Perchè ora e non prima non lo so.
Siamo fatti così noi umani, ci nascondiamo facile le cose.
Siamo maestri nel fare i giochi di prestigio con le nostre anime.
Vedo non vedo. Vedo, non voglio vedere. Vedo, ti prego nascondimelo. Vedo, non voglio capire.
E poi dopo un po' il giochino si scardina, e il corpo e la mente ti sbattono addosso alle verità.
Schiaffi in pieno viso. Sciacquate d'acqua freddissima.

Non puoi che arrenderti.

Difficilissimo, arrendersi.
Semplicissimo, in realtà.
Perchè non ti puoi opporre, il lavoro è già stato tutto fatto.

Devi solo seguire la corrente.
E avere coraggio di farlo.

com'è che diceva?
vola solo chi osa farlo?

Questa immagine l'avevo su una tshirt. Mi sono appena ricordata di averla regalata aG. e mi viene il nervoso.

23 ago 2013

Giorno 128, 129, 130- chi e' lei?!

Mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
Si, certo, sono una versione super abbronzata di me (come si diventa subito fighe con un po di colore addosso!).
Ma non e' quello.
Sono i miei occhi.
Io i miei occhi li guardo tanto. Li guardo la mattina quando mi sveglio e sono ancora tutti gonfi di sonno, li guardo nei mille e piu autoscatti che mi faccio (lo so, patetico, ma la distanza va pure coperta con qualcosa no?), li guardo nella finestrina ina ina di skype, li guardo negli scatti rubati da qualcunaltro.

Sono questi occhi che, se riprendiamo una foto di 365 giorni fa, erano spenti.
E ora sono accesi, di luce propria.
E se ancora andiamo a scovare negli anni, molto spesso sono stati spenti.

La mia fiamma di una notte araba, nel rivedermi dopo due anni, mi disse che nonostante il sorriso forte, portavo dentro di me una tristezza perenne- la, sul fondo degli occhi.
Sarei curiosa di sapere se ora ce la vede sempre, perche secondo me e' sparita.

The most me I have ever been, anzi. Meglio.
Che io ho vissuto di ansie da tempi immemori- anzi no, da tempi precisi.
Da quando il percorso non e' stato piu' bello definito (medie, liceo, universita'), ma in balia di eventi e occasioni che non potevo piu controllare a puntino. Il non sapere dove andare, quando e come mi ha generato paturnie a non finire.
Io devo avere tutto dispiegato davanti a me, tipo una cartina sul cofano della macchina quando si fa un viaggio.
Non mi butto alla cieca, non procedo a tentoni accontentandomi dei pochi passi e dicendo "poi vediamo come va".
Poi e vediamo con me non esistono.
Io sono ora, adesso, domani alle 9.37, lunedi prossimo alle 19.15.
Io sono una concatenazioni di azioni e luoghi precisi.
Non lascio spazio alla casualita'.
Control freak.

Lo sono ancora. Lo devo essere, per il mio lavoro.
Ma gli occhi con la luce propria hanno portato anche una liberta' mentale nuova.
Sara' quel che sara', a tempo debito.

E mi chiedo se sia perche' in realta', in tutti questi mesi dopo i rantolamenti di inizio anno, io non abbia acquisito davvero, finalmente, quella sicurezza per anni persa.
A domande random, mi sento di rispondere "sono felice".
E non sono felice (solo) per il solecuoreamore. Sono felice perche' sento di essere la persona che volevo essere, in questo preciso momento di vita.
Mi fido di me e delle mie capacita'. Anche delle mie capacita' di modificare la mia vita per andare in contro alle mie aspirazioni personali.

E questa e' grossa.
Che di modificare la mia vita per diventare professionalmente chi volevo essere, non ho mai avuto problemi a farlo. Ma quando si parla di emozioni, e'evidente che a gestirle e a mettermi in gioco non sono tanto brava.

Insomma- occhietti miei.
Continuate pure a brillare.
Portatemi le rughette di espressione.
Stendetemi l'animo che e' stato tormentato per troppo tempo.

Sara' quel che sara'.
Whatever will be, will be.

Source: makingitlovely.com

20 ago 2013

Giorno 116->127- (era) chiuso per ferie

Ritornare dopo le vacanze e'.

Ufficio, abbronzatura risaltata dalla camicina bianca scelta apposta per risaltare, 340 unread emails a dare il benvenuto, cielo grigio e 15 gradi.

I miei gatti che non mi hanno vista per 18 giorni e quando sono riapparsa sulla soglia di camera, questa mattina, si sono lanciati dall'alberino e mi sono venuti tutti miagolanti a salutare- gioia del cuore.

Famigliari un po in appresione, che devono aver visto quanto l'umore era nivuro per dirla alla camilleri, ieri, quando trascinante le mie valigione mi sono incamminata verso il settore partenze. Che poi- quanto e' bello il settore arrivi e quanto e' triste quello partenze? Perche le lacrime di chi si lascia non equilibrano i sorrisi di chi parte felice. Mentre agli arrivi, e' esattamente l'opposto- sorrisoni felici, abbracci, baci lunghi che equilibrano eccome chi arriva ma non ha voglia di essere li.

Colleghi e amici che mi chiedono come sono andate, e io che non dico la solita banalita' del "troppo veloci" perche quest'anno, in effetti, 18 giorni mi sono sembrati lunghissimi.
Eh, caro Seneca, stavolta t'ho capito davvero! Vita longa est si uti scias- si vede che l'ho sciata bene, la vita, in questi  18 giorni!

Torno sentendo un tichettio sempre piu forte.
Torno avendo affondato radici la' dove invece non le volevo piu affondare per dolore e per rigetto.
Torno avendo rilassato il corpo, la pelle, l'animo.
Torno con alcune verita chiave nel taschino.
Torno con l'affanno di chi ha settimane davanti in salita.
Torno piena di punti iterrogativi che pero non mi generano ansia, ma solo eccitazione da tutto e' possibile.

Torno per stare. Per allenarmi a non bruciare tutto e subito. Per allungare la mia pazienza oltre confini ancora mai provati.

Torno triste e felice. Sicura e confusa. Riposata e gia' stanca. Motivata e annoiata. Piena e da dimagrire. Rilassata e allenata. Pronta e impreparata.

Torno me. The most me I have probably ever been.


Fare la turista a casa propria mica e' da tutti! Certi posti visti e rivisti, in certi momenti perfetti, diventano angoli di paradiso.

08 ago 2013

Giorno 106->115 - vacanze nuove

Non sono sparita ma sono finalmente in vacanza.
Anzi, i giorni sono andati così veloci che sono già quasi alla fine della prima parte di queste ferie. Sabato si parte per la Puglia, per poi tornare a Casa qualche giorno prima del rientro nella città di K.

Sono arrivata a spegnere il computer e mettere l'out-of-Office in completo esaurimento nevoso.
Tre crisi di pianto in tre settimane sono decisamente troppe anche per una come me.

Poi sono scesa dall'aereo e come sempre mi sono sentita liberata da tutto, pronta per giorni di leggerezza totale.
A volte ho come l'impressione di essere in una continua e inconscia lotta quotidiana. E appena riesco a posare le armi, sento un peso enorme che se ne va dalle spalle e dal petto.
E poso le armi particolarmente bene in questo angolo di mondo, che sento mio, in cui mi sento mia.

Sono vacanze nuove per molti aspetti.
In primis non c'e la mia sister, quest'anno lavoratrice e libera solo per la Puglia.
Poi la migliore amica è alle prese com l'esame da avvocato.
Niente mare in compagnia, granitine ne giri in vespa con loro quindi.

Last but definitely not least, c'è tutta questa muova situazione, questo incastro di orari stranissimo, per cui vado a letto alle 23 (neanche nella città di k) e mi sveglio alle 7.30- completamente riposata e com le rughe distese.
A volte mi dico che non va bene, che queste sono le mie ferie, che dovrei uscire e fare tardi e dormire fino alle 13, occuparmi di me e solo me.
Poi mi scopro a capire che in realtà far questi orari è il mio modo di occuparmi di me. Un modo nuovo.
E soprattutto mi scopro a capire che si può volere, consciamente, dedicare il proprio tempo e le proprie attenzioni anche a qualcunaltro che non sia io. E che queste cure e questo tempo mi fanno bene, e fanno bene alle mie rughe quanto e meglio di una giornata di mare e relax.

Io, così egoista ed egocentrica, che metto sempre tutto sul bilancino del "io faccio così ma allora mi aspetto lo stesso da te", mi trovo a fare fare fare per il gusto di. O almeno la maggior parte del tempo, che il lupo perde il pelo ma non i bilancini- non così facilmente.

Mi trovo a riflettere sul concetto dell'1+1=3
Io non l'ho mai provato. In coppia io ho sempre mantenuto la mia indipendenza e ho sempre preso le mie decisioni, certo venendo a compromessi, ma sempre nell'ottica dell'essere due individui distinti che decidevano di percorrere un certo percorso insieme.
In realtà sono sempre quasi stata una linea retta che correva molto vicina e parallela alla linea retta del mio lui del momento.
Di sovrappormi, confondere i miei bordi, diventare qualcosa di più di un individuo distinto- io mai.
E ho paura, a 28 anni quasi 29, di non essere proprio in grado di farlo.
ci voglio provare pero, e ai posteri l'ardua sentenza.

Vedremo.
Parola in dell'estate 2013.

Ma ora è tempo di ristuccare il cervello, e tornare alla leggerezza mentale.

Buon agosto intanto, a me e a voi che passate di qui.