12 lug 2013

Giorno 87&88&89- i sogni son desideri

Capitavo qualche giorno fa sul bel blog di yellowcab e sono incappata in una frase che non avevo mai letto prima, originata da una qualunque Virginia Woolf.

Libera, scarmigliata e fiera.

Tre aggettivi che mi hanno colpito moltissimo, perche rappresentano cio' che io, ogni giorno, voglio essere.

Ultimamente ci penso spesso, a chi sono, come sono, ora, in questi giorni, in questo momento di vita.
I recenti incontri con il passato hanno iniziato questa girandola di pensieri e di analisi- che poi perche' io non la smetta di analizzare, ancora non lo so e non lo capisco.

Avete mai sentito parlare di quel video in cui un professore ormai all'ultimo stadio di una brutta malattia ricorda ai suoi studenti di soddisfare quel sogno che avevamo da bambini, come one and only goal della vita?

Un paio di anni fa un collega me lo aveva segnalato e, ovviamente la cosa mi aveva ispirato moltissimo.
Pensavo e ripensavo in quei giorni a cosa sognavo da bambina, e scorrevano davanti a me immagini piuttosto ben definite: fare l'avvocato (che io, pratica, sempre) e vivere in america in una di quelle casette con il giardino e il marciapiede su cui pattinare.
Sogno talmente definito che anche quando, nel 1998, la mia prof di italiano delle medie mi chiese di descrivere la me del 2014- io l'avevo posizionata all'ultimo piano di un grattacielo in california, sposata con una figlia di 3 anni che inziava l'asilo, con in tasca una laurea in giurisprudenza presa Berkeley (ispirata dal viaggio in USA del 1996).

Non sono un avvocato, ma una ing. Non vivo in America, ma in Germania. Sono tutto tranne che sposata e di figli in vista non ce ne sono per un bel po'.
Pero'.
Se scorro i miei diari, negli anni, quando fantasticavo sulla me del futuro, mi descrivevo sempre cosi': "bella perche' interessante, perche' sa cosa vuole e sa il fatto suo"

Oggi, adesso, in questo momento di vita- io quel sogno l'ho realizzato.
Sono libera, scarmigliata e fiera.
Sono diventata cio' che volevo essere- indipendentemente dalla professione che ho scelto o dal luogo in cui vivo.
Mi e' costato tanta fatica, tante lacrime, tanto sudore e tante fisime mentali.
Soprattutto mi e' costato tanto coraggio ammetterlo a me stessa.
Io, con tutti i miei difetti, con i casini che ho combinato, con gli errori che ho commesso, con i fallimenti che ho alle spalle, con le debolezze che ho, con i pattern ricorrenti che mi caratterizzano, io, sono cio' che ho sempre voluto essere.

Libera, scarmigliata e fiera.
Anche se sullo scarmigliato diciamo potrei fare meglio. Che le cose migliori nella vita sono quelle che ti spettinano- e non ci si spettina ne' a comando, ne' in maniera controllata.



E ditemi se questo non e' essere scarmigliati (di prima mattina) :)
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3 commenti:

  1. per ora io tendo di più al "confusa e felice di Carmen Consoli :-)

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    1. per nulla, e ti dirò che apprezzo di più la confusione, è lei che genera la felicità, almeno in questo momento

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