09 lug 2013

Giorno 86- svegliarsi bruscamente

Oggi e' martedi, ma per il nervoso che mi serpeggia dentro potrebbe essere tranquillamente un lunedi.
Anzi, ancora peggio, un lunedi dopo due settimane di vacanze- quando tornin in ufficio e sei di un blue, ma di un blue, che il video dei Groove Armada con lei che guarda la boccia dell'acqua tutta triste, non e' niente in confronto.

Nervoso serpeggiante dal primo momento in cui ho aperto gli occhi questa mattina. 
Si fa presto ad abituarsi a certe cose. Ad aprire gli occhi e cercare un messaggio che di solito, puntualmente c'e, e coccola i primi momenti della mattina (arte delle piccole cose).
Si fa presto a sentire cose lontane e complicate, come reali e possibili, quasi tangibili nonostante siano fatte di parole scritte (tante) o ore di skype (tante).

Si fa presto.. e si fa altrettanto presto a risvegliarsi bruscamente.
Il reale si fa virtuale, il tangibile si fa effimero, e l'umore assume colori bluastri.
Ritorni con i piedi per terra e rivieni messa al tuo posto.
Che forse hai corso troppo di fantasia. E la pancia, quando e' lei che governa tutta la questione, e'
troppo pericolosa perche su quel dannato accelleratore ci da giu pesante.
Una parola, o una non parola, e ritrovi la dimensione giusta. Riprendi in mano il filo, per dirla con una metafora a me molto cara, e capisci bene cosa hai davvero per le mani.

L'umore e' bluastro.
Pero' i miei capelli oggi sono un po' mossi, e sogno la permanente che mi voglio fare. La dieta e' spot on, ho le scarpe col tacco e mi hanno anche regalato 100 euri cosi dal niente.
Ieri ho cenato fuori, nel mio giardino, offrendo una matriciana deliziosa accompagnata da un ottimo bianco.
I miei gatti sono terapeutici e ho una settimana abbastanza buona davanti.

Mi penso e mi riapproprio del "io sono qui ora. non altrove. qui. questo qui cosi ricco e che mi e' costato tanto sudore".
Ora mi sento schiacciata al suolo, come quando la pressione atmosferica ti rende pesante pesante che non riesci a muoverti.
Ma e' un momento e passera'.
Deve passare. Perche proprio non ne ho voglia di vedere il pavimento da cosi vicino. 
Ho gia dato.

Storie di umori instabili. 
Storie di una me che non sta ancora perfettamente bene.
Ci vuole pazienza, cuore un po meno vuoto- ne hai?

Mi ricordate di prendere una vasca da bagno e tagliarla a meta'?
`(Holly non aveva i blues, ma le mean reds-  e quelle meritano un post a parte).

7 commenti:

  1. ci si abitua velocemente alle presenze e molto meno alle assenze.
    pazienza, ci vuole pazienza. lo ripeto a te, e a me.
    un abbraccio!

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    1. Blogger supporting Blogger.
      Adoro.
      un abbraccio!

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  2. Questo post è bellissimo. E ieri è stata una giornata schifosa anche per me. Non so se ci vuole pazienza. Di sicuro ci vuole tenacia. E che meraviglia che hai un giardino. Ti lascio una gardenia. Profuma e i suoi fiori sono tenaci nel restare aperti.
    Tenacia e un pizzico di fortuna. Forse è la ricetta. Non so. Proviamoci :)
    Baci Simona.

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    1. Non ci avevo mai pensato, alla tenacia. Mi sembra un'ottima ricetta quella che proponi tu.
      La gardenia profuma di buono, grazie mille :)
      Baci a te

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  3. Basta forse trovare un proprio equilibrio
    Prima ancora che nell'esserci o non esserci degli altri...

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