09 giu 2013

Giorno 56- è una questione di valore aggiunto

A volte le prospettive giuste da adottare si chiariscono lucidamente per qualche istante.
E per qualche istante tutto è così semplice, tutto è così lineare- mi sembra di avere capito com va il mondo, ma soprattutto come vado io.
Gli istanti sono veloci, e sono susseguiti dal caos che mi è normale, consono e costante
Per cui è bene che fissi sempre questi momenti di lucidità, che scripta manent, pensieri volant.

Ieri ho passato una serata stupenda.
Parco nuovo, mai visto prima (dopo 4 anni e mezzo, ancora stupirsi di bellissimi angoli della città di K.). Barbecue un po' improvvisato, che con tam tam di messaggi ha riunito una 15ina di persone.
Primo vero barbecue di stagione, che per noi ormai è diventata una specie di tradizione non dichiarata. Il nostro modo di iniziare l'estate.
Cibo, musica, risate e una partita a calcio improvvisata.
Tramonto, narghilè e chiacchiere, tante chiacchiere.
In una lingua che non è mia ma che mi torna così bene. Che mi vede così aperta e disinibita. Che si fonda su mille e una allegoria, condivisa solo con loro- loro con i quali ci capiamo ormai al volo.

E stavo li, su questo prato, mentre piano pianissimo si faceva buio. Il caldo di una serata di estate, la compagnia giusta, il telefono morto e quindi sconnessa dal mondo.
Stavo li e tutta la gioia del sentirsi la donna più fortunata del mondo riuscivo a malapena a contenerla dentro di me.

Ecco.
Questa dovrebbe essere la mia felicità quotidiana.
Questi amici, questa città, questa mia leggerezza che mi porta a giocare anche a calcio, queste gambe scoperte e la scollatura provocante che non ho problemi a portare, questo appartamento nido, questa voglia di fare che non avevo da secoli.

E tu, tu che mi scrivi tantissimo, tu che hai una voce che il solo sentirla mi infonde calma, tu che ma si diciamolo apertamente mi piaci un sacco- tu dovresti essere on top. un valore aggiunto.
E proprio per questo mai fonte di pensieri tristi, contorti, ingarbugliati e densi di insicurezza.

Questione di prospettive. Che il mio cuore e il mio cervello devono imparare a adottare.

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