08 giu 2013

Giorno 55- AAA grip cercasi

Ieri DrE ha regalato rivelazioni come sempre.
Alla fine credo che lei abbia questo ruolo di moderatrice dei miei pensieri.
Ovvero i miei pensieri sono li da tanto, mi frullano in testa, ma lei li incanala, li riordina, li sistema e organizza.

Le ho raccontato del mio weekend lungo in Italia. Dalle mie parole, semplicemente da come ho parlato o dai dettagli che aggiungo, ne deduce che la mia condizione di expat mi sta condannando ad una incompletezza perenne.
Ovvero, completa e tuttotondo mi ci sento solo in Italia. E qui, nella città di K., un pezzettino di me manca e non potrò mai trovare un qualcosa che vada a completarmi del tutto.

Mi chiede se ne vale la pena. Se sono disposta a pagare questo prezzo.

Io rispondo di si. Che per ora, ne vale ancora la pena. E anche di più.
Perché oggi vado in centro con N. E poi faccio la spesa. E dopo andrò al parco per il barbecue con i miei amici. La sera non si sa cosa farò, ma poco importa.
Metto insieme tutti questi pezzettini e, anche se sicuramente non colmano quella parte mancante di me al 100%, sono più che sufficienti per farmi stare bene.

Come un giorno ho deciso di mollare tutto e trasferirmi qui, sono sicura che la vita mi guiderà verso una decisione altrettanto drastica. Che sia tornare a casa o muovermi da qualche altra parte.
Ho voglia soltanto di lasciare scorrere la vita dove essa vuole andare, seguire gli eventi come mi si presentano e non forzare il flusso delle cose verso una o l'altra direzione.
Quando l'ho fatto, in passato, questo approccio ha portato grandi risultati. Sono sicura che succederà di nuovo.

Intanto, alla lista di consapevolezze che questo giugno 2013 sta portando, aggiungiamo che posso anche voler cercare spasmodicamente qualcuno là fuori che mi apprezzi in tutto il mio essere (complicato, impaziente, volitivo, impegnativo e tanti altri aggettivi)- ma finchè io, me myself and I, non torno ad avere un grip sicuro su chi sono io, questo apprezzamento esterno non sarà mai sufficiente.

Il grip l'ho perso 5 anni fa. L'ho perso quando ho smesso di essere una studentessa dopo mille anni, quando ho lasciato il mio paese, quando ho iniziato a condurre la vita in una lingua diversa dalla mia, quando ho sperimentato cultural clashes con i fidanzati di turno.

E dopo 5 anni di fluttuazioni nell'aria, è il caso di tornare con i piedi in terra e tornare a possedermi.

Prossimamente sui nostri schermi.

(expat incompleta è quasi commuoversi per la radio di spotify basata su rimmel, che mi sta tirando fuori dei classici italiani che io muoio).


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