07 mag 2013

Giorno 22- Deja vu.

In effetti sono in ritardo oggi.
Sono le 00.38, teoricamente siamo già nel giorno 23, ma poco importa.
Ho avuto una serata piena di telefonate.
A. dal di là dell'oceano, G. dall'oltralpe, F. da casa, Sista dalla capitale.

A volte mi chiedo perché non usi skype più di frequente, soprattutto con chi come A. non vedo da mai e sta così lontano. Basta una telefonata per trovare la vecchia sintonia dei tempi della camerina dai mobili arancioni.

Ho lavorato fino a tardi oggi per cui sono tutta un po' in ritardo.

Stavo andando a letto quando, nel scrivere una frase, mi è venuto in mente un momento preciso.
L'ho sentito cosi addosso, che mi è sembrato lo stessi rivivendo preciso preciso, in quel momento.

La frase è "sleep tight"- sogni d'oro in italiano.
L'ho scritta e mi è tornato in mente il momento in cui l'ho imparata.
5 anni fa e poco più.
In un ascensore.
Più o meno a quest'ora.
In un albergo di Praga.

Con C.
C. che poi fu.
C. che forse a forza di pensarci realizzo è stato uno dei pochi "ti prendo e ti porto via".
C. il colpo di fulmine fatale che mi fece andare contro tutta la mia ragione e imbarcarmi, con grande paura, in una relazione italo-tedesca a distanza.
C. che mai poi mai ma a cui voglio ancora tanto bene.

Ho scritto quelle parole e mi è sembrato di vedere la faccia di M. davanti a me, di vedere le pareti di quell'ascensore, di avvertire la presenza di C.

Che strano.
Forse è vero che il nostro passato vive là, in quella dimensione, di vita propria- come in ritorno al futuro.
Forse ci sono momenti in cui il mondo inciampa per un nanosecondo, e il passato si mischia al presente che si mischia al futuro.

Deja vu?
Questo però era più forte e ultimamente mi sta capitando spesso.

Bah.

Source:paulabecker.com

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