04 mag 2013

Giorno 20- thoughts from the garden

Sabato sera.
Scrivo dal giardino.
Avere un giardino è ancora una cosa nuova, ma che senza dubbio mi dà pace.
Sono seduta sulla sedia che ho montato da sola (speriamo regga), l'aria è tiepida, il sole ancora alto.

Uno dei vantaggi dell'estate tedesca è il sole che tramonta davvero tardi.
Di giornate luminose il clima qui ne offre poche, meno rispetto al mio angolo di paradiso a casa. Ma compensa, estendendole il più possibile.

Sono stata tutto il giorno con N. Non succedeva da tempo, divisa lei com'è tra la città di K e il posto sperduto nel vicino Belgio.
Abbiamo fatto brunch intenso, mix tra dolce e salato a cavallo tra i nostri due modi di fare colazione.
Parto dal dolce io, parte dal salato lei, e ci incontriamo a metà.

Abbiamo guardato in maratona Before Sunrise e Before Sunset.
Lo avevo detto io che ci sono rimasta flashata.
E lo ribadisco anche dopo la seconda visione. Divini.

Entrambe concordiamo che ci è più vicino il secondo film, per i temi trattati.
Eccoti li, vicino ai 30, "grown up"  più o meno, che fai quello che volevi/speravi di fare quando studiavi e che ti chiedi perché non ti senti puramente e schifosamente felice.
Che, come dice Ethan nel film, hai sempre una certa dose di "insoddisfazione".
Che sai che la tua vita è tanto, ma non lo senti.

Almeno preferisco che questa insoddisfazione io al momento me la viva da sola, da single.
Perché spero che un giorno, con affianco la persona giusta, vada via e l'irrequietudo si plachi.
Niente di peggio di stare vicino al tuo lui e sentirti sola, citando ancora il film.
Anche se è abbastanza stupido pensare, e una parte di me lo rigetta, che serva qualcun altro per completarmi. Perché non sono sufficiente io? Sola? Titanica? (E cito ancora una volta il film... dio, sono in loop).

Eterni dilemmi.
Ma per oggi non mi importa.
Del resto sono seduta sulla sedia che mi sono montata da sola, nel mio giardino.
L'insoddisfazione sta sera va in vacanza, almeno per un po'.


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