31 mag 2013

Giorno 45&46&47- oggi conquisto il mondo, domani boh.

Sono a casa Casa, italia, aprofittando di un ponte tedesco.
Ieri ho dato fondo alla carta di credito con il solito shopping compulsivo che mi prende quando torno.
Se ci mettiamo che erano tre mesi che non tornavo, diciamo che avevo un bel po' di compulsioni accumulate.
E sono anche scesa di 1 o 2 taglie nei jeans- il che ha solo che fatto bene alla mia stima.

Scrivevo su face che dall'ultima volta in cui sono stata a casa, tre mesi fa esatti, ho:
cambiato casa, andata troppe volte all'ikea, montato n-mila mobili senza cacciavite, perfezionato il mio gioco a basket,  rimosso innumerevoli resti di animali, vinto il premio groupie dell'anno, scritto molto, pianto un po', riso tanto.
Per cui torno a Casa da vincintrice. E davvero mi sento tale.

Forse e' vero che it is always darker before the dawn, come dicono i florence and the machine.
Sento una forza e una energia che non so bene da dove venga, non so bene dove vada, ma sento che devo assolutamente incanalarla in qualcosa di produttivo. Che di sicuro e' tutto molto momentaneo, e tra poco mi rispiaccico al suolo.

Quindi mi sto spremendo le meningi, per trarne qualcosa di tangibile. Cosi, mentre guidavo in aeroporto ho pensato, pensato e pensato.
Mi sono venute in mente un paio di idee che se mi ci mettessi chissa forse magari nell'eventualita' in cui... potrebbero anche funzionare.
Ho tagliato mentalmente dei rami secchi, contatti che non voglio piu avere perche non portano nulla se non nervoso o delusione (e si, ce l'ho con te amore degli anni 2000 che ti faccio gli auguri per il tuo compleanno e manco mi rispondi).
Ho stilato un piano di allenamento perche il 13 giugno devo fare 5.6 km, che sono irrisori per i piu', ma non per me.
Ho deciso che sicuramente voglio andare al museo giovedi prossimo dopo lavoro a vedere una mostra interessante, perche i musei di sera sono mille volte piu' fighi.
E mi devo mettere a fare calzine ai ferri, perche due miei amici hanno deciso di aggiungere al gruppo due new entries.

Direi che per ora ci siamo. Oggi posso anche conquistare il mondo, attraverso questi stupidi mini piani.
Domani non so.
Ma domani e' un altro giorno, no?


28 mag 2013

Giorno 44- Single is megl che accoppiata

Ne ho gia' parlato in qualche post fa, ma piu' questo 2013 si srotola davanti i miei occhi, piu' mi rendo conto di quanto sia infinitamente piu' interessante dei miei anni da accoppiata.

Gli amici mi scrivono e mi chiedono come stai? cosa combini? che succede?
E ho sempre qualcosa di cui parlare. Casi umani, figuracce, innamoramenti lampo, flirtaggi a piu' livello.
Ho storie da raccontare, molte delle quali fanno tanto ridere.
Ora- forse mi dovrei preoccupare che ho storie che fanno ridere.
In realta' va benissimo cosi. Va benissimo avere tanto fumo e niente arrosto.
Cose cosi leggere che praticamente non esistono.
Ma che non hanno altre conseguenze che divertirmi (e divertire i miei amici, apparentemente).

Rispondo ad alcuni che "lo sai che io da single faccio danni, e invece mi abbandoni a me stessa".
Ed e' vero che faccio danni. Ma mi sento VIVA. viva fino alle unghie dei piedi.

Le stesse domande, come stai? cosa combini? che succede? 365 giorni avrebbero avuto risposte tipo tutto bene, sempre uguale, sempre qui, ho cucinato questo, sono stressata, ho tanto sonno, niente di nuovo.

Ma vuoi mettere?
E poi non voglio neanche menzionare quanta energia si sia sprigionata dall'aver mollato quel peso del far si che la relazione funzioni, far si che io sia felice in coppia, far si che lui sia felice in coppia, far si che basta litigare, far si che forse se la smetto di essere cosi gli piaccio di piu, far si che se fossi meno italiana le cose andrebbero bene.

Energia a fiotti, che butto nello scrivere per il bloggino consolidato, nel mantenere questo, nel visitare tanti altri blog super fighi, nel progettare viaggi, nell'avere amici per cena, nel sistemarmi i capelli in modo nuovo, nel correre nel parco dietro casa,

... e nel flirtare, ovviamente.

(ps. date italiano sparito. io boh.)


Being single significa shottini di tequila. Storicamente provato.

27 mag 2013

Giorno 42&43- sonnolenza da primavera che non c'è

Sono due giorni che mi ci vorrebbero gli stecchini per tenermi su gli occhi.
Primavera, dicono.
Ma i 10 gradi che mi danno il buongiorno ogni mattina disorientano il mio corpo e il mio spirito.
A parte questa letargia.
Quella sembra precisa come un'orologio svizzero.

Ieri è stata una domenica slow, con amici venuti per quello che nella mia testa doveva essere il mio housewarming party contraddistinto da una splendida giornata di sole, barbecue, coperte sul mio prato, lanterne accese al far del tramonto etc etc.
invece pioveva a dirotto, un freddo cane e alle 18 ci s'era già belli che stufati. Però il barbecue si è fatto lo stesso, ed è anche venuto bene.

Sono anche andata al cine a vedere Gatsby.
Mi è piaciuto.
Sarà che i film sui libri per me partono già svantaggiati, per cui non avevo delle aspettative incredibili.  Belle soprattutto le scene della festa, con una colonna sonora incredibile.
E poi secondo me sono riusciti a far venire fuori una Daisy ancora più odiosa che nel libro- quindi bravi.
Leonardo poi, è uno degli attori più bravi ever.

Niente di meglio che il cinema la domenica sera. Anche se in realtà a maggio dovrebbe essere sostituto da una cena al parco, o un gelato sul lungofiume.
Ma tant'è.

E mentre cincischio di questi weekend update, volutamente NON parlo del fatto che il mio cuore vuoto stia cercando brividi stupidi.
Anche se devo dire sono relaxed.

Cuore vuoto mio, sei peggio di uno di quelli che pratica sport estremi. Per un brivido, daresti ogni cosa.
Speriamo non la dignità.
Associazioni mentali tra sport estremi, surf e questa foto.

25 mag 2013

Giorno 41- Cronaca di un appuntamento andato a vuoto e nuove consapevolezze.

Una piccola piccolissima parte di me se lo aspettava.
Ieri sera nessun date.
Alle 18.30, trafelata arrivo a casa dopo una giornata super intensa in ufficio.
Pronta a infilare la testa sotto l'acqua per lavarmi i capelli ( per ottimizzare i tempi), scrivo "io sono a casa, tu quando parti così mi regolo?".
Risposta: " sono ancora in ufficio, ti faccio sapere in 15 minuti".
Pfff penso io.
Dopo 15 minuti dice "mi ci vuole almeno un'altra ora e mezzo. Dimmi tu se vuoi uscire o rimandiamo".
Io dico "rimandiamo?"
Lui risponde: "dimmi tu...io sono easy".
Quindi prima dico no dai si rimanda, poi presa da un momento di pietà perché penso poverino magari ci rimane male che proprio non me ne frega nulla (scema, scema, scema), rilancio dicendo che ci si riaggiorna quando ha finito e si decide.
Puntuale arriva il messaggio del "sono molto stanco, ti spiace rimandare?".
ovvio. no problem.
Avanti il prossimo.
E ribadisco: Germania batte Italia, ora siamo 2:0.

La mia serata, destinata a divano e maratona di The Office, si ribalta quando amica N. dice che si deve uscire che ha da scrollarsi di dosso la settimana pesante in Belgio.
Alle 23.30 sfido i 6 gradi glaciali e la raggiungo in centro.
Ottima serata girly senza pretese, un misto di drinks e karaoke improbabili per allentare la tensione lavorativa.
Alle 3.30 arrivo a casa con il sorriso.

Tra una chiacchiera e l'altra le racconto delle mie ultime novità e lei mi guarda stupita. Mi dice che sto facendo un sacco di moves. Le rispondo che si, sto facendo le mie mosse e mi sento tranquillissima. Ho solo voglia di divertirmi, le dico. Lei mi chiede scherzando se penso sia l'età giusta.

Si- penso sia l'età giusta.
Non due anni fa, quando mi pensavo una balenottera arenata.
Non cinque anni fa, quando mi facevo un sacco di problemi di "morale" e cercavo l'amore della vita altrimenti i miei non avrebbero approvato.
Ora.
Ora che mi guardo e so che devo dimagrire ma mi piaccio. Ora che so di cosa voglio parlare e di cosa no. Ora che so cosa voglio. Ora che so distinguere tra ciò che è una pazzata di una sera rispetto alle cose serie. Ora che sono nella fase di "questi occhi, questa pancia, queste gambe, questa bocca- sono precious e lui, la fuori, se li deve meritare".

Parafrasando un concetto molto più importante, che giù mi scuso per l'utilizzo in questo contesto frivolo ma ci calza proprio bene- se non ora, quando?

Consapevolezze nuove.



"B. Easy"- nuovo ristorante nella città di K. mi è sembrato un segno ieri sera.

24 mag 2013

Giorno 40- sentirmi dalla parte dell'uomo, ma donne si deve reagire!

Sta sera ho un date.
Risultato del mio esperimento.
Connazionale, expat, vicino di citta'.

Sono contenta dello svago ma non sono qui che muoio.
So che ci vediamo, ma non ci siamo sentiti molto negli ultimi giorni.
Sono rilassata e cool.
Ho in mano io l'appuntamento, perche ci si vede nella citta' di K.
E ho gia la scusa pronta per rimandarlo al mittente se la cosa si fa troppo pesante.

Purtroppo s'esce di venerdi sera. Il che complica le cose. Ma non c'erano molte alternative.
Ho bisogno di svagarmi  e quindi colgo le occasioni al volo.

Mi sento talmente rilassata da sentirmi l'uomo della situazione oggi.
Poi magari domani saro li che lo vorro con tutta me stessa e lui se la tirera.
Ma oggi no, me la tiro io.
E mi dico: "impara, impara, vedi che sei tutta tirata perche in realta non te ne frega molto? quindi se un uomo e' tutto tirato, non c'e che da concludere la stessa cosa".

Ve lo dicevo che questo esperimento mi aiuta a capire molte cose.

Spero domani di essere viva e non squartata da uno piscopatico, per poter dare aggiornamenti.

La mia vita online mi porta a leggere molti blog di ragazze single che attraversano i soliti drammi della jungle out there.
Quante ne leggo con i miei stessi problemi di non sentirsi "good enough"!
L'assurdo e' che tutte, tutte senza distinzione di eta' religione nazionalita', dopo magari aver baciato/un po' piu' che baciato/molto piu' che baciato, si insomma dopo che si e' passati al fattore fisico, DOPO, ci chiediamo se piacciamo a tale uomo almeno un po'.
Il mondo va alla rovescia.
E noi siamo diventate troppo facili. Pendiamo dalle labbra del primo che sembra avere un minimo interesse.
Probabilmente se tutte noi superassimo i nostri complessi, ci sentissimo super fighe dentro, fossimo consapevoli di essere precious- gli uomini tornerebbero a dover soffrire per averci.
E noi a sentirci desiderate, invece di desiderose.

Donne, dobbiamo ristabilire l'ordine! Impegnamoci!


Source: wikipedia.com

23 mag 2013

Giorno 38 & 39- DrE e giugno calmera i miei nervi?

Ieri non sono riuscita a scrivere.
Lo so che questo blog alla fine e' una cosa solo mia, e chissenefrega se non ce la faccio a mantenere sempre il ritmo.Tendo sempre pero' a giustificarmi.

E' stata una giornata molto intensa.
Lavoro con meetings back to back, di corsa da DrE. e poi gatto dal veterinario con scena tipo esorcista di conseguenza.
Pizzetta ordinata perche non avevo assolutamente voglia di cucinare, amico V. per il nostro tv show anni 80 che ci riguardiamo molto volentieri io e lui.

Dr.E. e' stata brava come sempre.
Ieri il main topic riguardava la mia notte ad anello a barcellona, e il fatto che da senitrimi super figa e super happy, sono caduta nel rantolamento per i giorni successivi.
Ed e' chiaro che le due parti di serata avrebbero dovuto avere lo stesso peso, anzi probabilmente la parte con la ex fiamma avrebbe dovuto essere quella a cui do piu' valore. Invece il mio cervello stanco da' un peso enorme alla parte con amico di bestie e il mancato interesse reciproco.

Perche'?
Semplice- dice lei. Cio' deriva dal fatto che apparentemente sono abituata a sentirmi not enough. E devo smettere questo vizio come dovessi smettere di fumare.
Ma costera' fatica, e ancora lacrime, e ancora nervoso.

Sono almeno 5 anni che questo not enough mi perseguita e mi atterra.
Che i fida precedenti mi adoravano, alcuni molto piu' di quanto io non adorassi loro.
Ma C. con cui fu amore amore amore all'inizio, divento' colui il quale mi fece sentire un fantasma dalle origini scomode e poco interessanti.
Senza contare l'ex e quella guerra psicologica che per mesi mi ha fatto, riducendomi ad uno scricciolo che voleva solo mettersi in un angolo e essere lasciata stare.

Di strada ce ne e' molta da fare.
Ma ho dei compiti da fare, me li ha dati lei.

E poi tra poco e' giugno.
E i negrita dicono che giugno calmera' i miei nervi, Hemingway.




21 mag 2013

Giorno 37- sperimentando

Dicevo ieri che sto conducendo un mini esperimento.
Un'idea venuta fuori dal pomeriggio di chiacchiere a inizio mese con le mie amiche del book-club è stata quella di provare a buttarsi sul mondo dell'"online dating".

Devo ammettere che la cosa, leggendo a riguardo molto negli ultimi anni, mi aveva sempre un po' incuriosita.
Non ho attraversato il momento di chat selvaggia dei primi anni 2000, al massimo un po' di ICQ (ma che carino che era) ma niente altro.
Questa cosa del virtuale mi ha sempre un po' sdubbiato.
Però leggendo, appunto, e sentendone parlare molto- soprattutto da amici che abitano in US- mi sono detta che provare non può fare troppo male.

Il nocciolo della questione è la difficoltà che un'expat come me ha di uscire e incontrare gente nuova.
Non significa andare alla ricerca di qualcuno da portarsi a casa, qualcuno con cui avere un flirt, ma più alla base- allargare le conoscenze, conoscere amici di amici di amici che possano rendere la vita un po' più varia.

Non sono un'animale da discoteca, e se anche lo fossi non sarebbe davvero il luogo giusto per conoscere qualcuno di nuovo.
E uscire per drinks funziona a volte ma non sempre- non ho decisamente il coraggio di alzarmi e andare ad attaccare bottone.
La palestra la aborro come luogo di chit-chat (e onestamente, do il peggio di me in termini di outfit).
Restano inviti a feste di amici di amici- ma sono cose un po' sporadiche.

Per cui noi tre ci siamo dette: vediamo cosa offre questo "mondo".
Per ora devo dire che è un po' meh.
Tanta gente assolutamente non interessante.
Ma ci sono anche (poche) eccezioni. E magari queste eccezioni non saranno fiamme, ma nuovi conoscenti- il che sarebbe veramente sufficiente.

Inoltre- come dicevo ieri- è sempre bene uscire, incontrare gente nuova (dal vivo- perché dopo un po' di  chiacchiere è sempre bene portare la conversazione nel mondo reale!), farsi delle sane nuove conversazioni ed... esercitarsi. Esercitarsi a mettere piedi là fuori di nuovo, a parlare di sé, a ascoltare l'altro, capire sempre meglio cosa mi piace e cosa no, e soprattutto a divertirsi per una serata diversa.

A volte continuo a sentirmi in convalescenza.
Cuore vuoto, si, ma malmenato, con dei lividini che ancora non sono passati.
E non si dice che dopo un po' bisogna uscire per farsi di nuovo gli anticorpi?

Può darsi che fra un paio di settimane scriverò del totale fallimento.
Del resto l'ho presa così- un semplice esperimento.

Giorno 34&35&36- giornate leggere e veloci

Il weekend lungo è passato in un lampo.
Tempo di posizionare la mia poltrona letto, coccolare i gatti a 6 mani, finire la copertina, andare a fare un paio di gite fuori porta, preparare il dolce di compleanno per mia mamma... E ecco che domani si torna a lavoro.

Famiglia che si ricostituisce tempo tre secondi in ogni luogo (e in ogni lago?)

Mi sento leggera (spiritualmente, perché la torta alla panna e fragole mi pesa sui fianchi come due maniglie di portone).
I giorni sono andati veloci.
Il mio esperimento, di cui poi parlerò, sta portando a nuovi incontri fugaci e virtuali che pero sono utili per fare esercizio di stile.

Riguardo le foto di questi ultimi giorni e non mi dispiaccio- miracolo!
Devo dimagrire, quello sempre, ma questi capelli lunghi, il rossetto rosso e niente altro, lo stile easy going- penso mi si addicano.
Sento di poter provocare e essere provocata, con maggiore consapevolezza.
Pero, come dicevo, serve esercizio- e vediamo se il mio esperimento aiuta.

Intreccio conversazioni multiple, dislocate nel tempo e nello spazio.
Mi scopro prontamente interessata a certi argomenti, così come annoiata da altri.
Temo e fuggo il rifiuto, ma chiedo e vado al nocciolo di alcune questioni perché mi ripeto che la tattica del silenzio non mi apparterrà mai- che se per sembrare una diversa da me, preferisco invece far scappare per caratteristiche che sono mie e non cambieranno.

Maggio, per ora, nella sua velocità stratosferica, ha portato alcune cadute di morale ma anche sfidine interessanti.
E sta sera vado a letto contenta.

Castello cittadina di B.

17 mag 2013

Giorno 33- madre e nonna in town

Giornata strana.
Uggiosa e grigia, ho lavorato da casa a quelle cose noiose che speri sempre si risolvano da sole e invece non accade mai.
E poi ho messo a posto casa, non nei dettagli perché sono stanca, ma nel 90% delle cose.
Madre e nonna stanno arrivando nella città di K.
Nonna per la prima volta ever.
E mi fa strano l'idea di condividere con lei questi miei spazi, che sono casa per me ormai da anni.
Poi sono un po' triste, perché sono sicura che lei penserà al nonno. Che è potuta venire solo perché lui non c'è piu. E sono sicura che gli manderà tutti i pensieri di questi giorni, perché purtroppo non sono potuti venire insieme a vedere dove vivo, è venuta solo lei per tutti e due. Ma nonno P. ci guarda e probabilmente adesso sta anche sorridendo un po' sdentato.

A volte sembra impossibile che non ci sia più.
Sono così abituata a non averlo nella quotidianità che do per scontato che sia là, a casa, come sempre.
Mentre domani sono 5 mesi.

Ho preparato dei biscotti alle mele.
Ormai è quasi tradizione. Li ho fatti per mia sorella a novembre, e di nuovo per mio babbo a marzo.
C'è un profumo in casa che è una bontà.

Sto chattando qua e la con la mia crush storica.
E boh- non so, sono poche righe, sono pochi messaggi, ma mi fanno venire lo sfrugolio al cuore.
Mi vengono in mente quegli occhi, quel tono di voce, quelle mani pulite e precise nel ristorante downtown new york.
Una parte di me dice "prendi un volo domani e vai da lui, vai a capire cosa è che sono 7 anni (proprio in questi giorni tra l'altro) che ti porti dietro ad ondate. Vai a capire se quella fantasia di Boston, caminetti, cappotti, neve e lui possa magari invece essere reale".
Ma poi so che sono troppo melodrammatica, che mi faccio i film e che esagero le cose.
Mi dico che se sono rose, fioriranno.
Anche se qui gli anni vanno...

Cookies per mamma e nonna

Giorno 32- quei momenti subito prima che

Complice l'ultima puntata di un telefilm che guardo da 5 anni, "How I Met Your Mother", da un paio di giorni sto pensando ad un concetto piuttosto astratto, ma potente.
I momenti subito prima di.
Subito prima di incontri, avvenimenti, episodi che da li in poi tutto cambia.

... il momento prima di incontrare colui il quale sarà il the one;
... il momento prima in cui lui si metterà in ginocchio e ti chiederà di sposarlo;
...il momento prima di guardare il risultato positivo di un test di gravidanza;
...il momento prima dell'ultima spinta che porta alla nascita di un figlio;
... il momento prima di prendere una decisione che ti porterà in un posto completamente diverso da dove ti immaginavi;
... il momento prima di sentirti dire quelle parole che ti spezzano il cuore;
... il momento prima di ricevere una telefonata che cambia il tutto;

e poi il mio preferito:
... il momento prima del primo bacio con una persona nuova.
Quello che nella stessa serie di cui parlavo due righe fa, definiscono il "momento rullo di tamburo".

Non ho vissuti tutti i momenti che ho elencato, ma alcuni si- e li ho sentiti nettamente.
Sei lì ignara, e ecco che ti cambia la vita.
Un minuto prima non è ancora successo niente, un minuto dopo è successo il tutto.

Potente.
E si, oggi sono di filosofia spicciola.

Una delle cose che adoro dell'essere single è che ogni persona che incontri, ogni sconosciuto che ti si siede affianco sul tram, che ti sfiora la mano per prendere una mela al supermercato, che ti si para davanti in un ascensore- ognuno di essi potrebbe essere un momento prima di.

Tutta questo "in potenza" che nel 99% dei casi non diventerà ma "atto" rende attraente ogni situazione.
E per ora devo farmi bastare questo. niente di più. per non spiaccicarmi al suolo.


Il momento in cui Ted incontra cole la quale diventerà sua moglie. Source: screencrush.com


15 mag 2013

Giorno 31: germania batte italia 1:0?

E nulla.
italians do it better- sicuramente.
Ti lisciano, ti inondano di parole, ti toccano le mani e le gambe mentre parlano, ti abbracciano e magari ti salutano con un bel bacio sul collo.
E ogni volta che mi mollo dico che il prossimo lo voglio italiano, perché mi mancano queste attenzioni di pancia.
Poi basta che esco con un tedesco, che mi offre una serata carina e interessante, che ritorno sui miei passi.
Non mi tocca le mani, non mi tocca le gambe, non mi saluta con un bacio sul collo.
Ma mi sento sicura, safe, non sul baratro di un gioco di strategia.
Mi sento di poter dire quello che voglio, di essere come voglio, di non soppesare parole.
E lasciare che le cose facciano il proprio corso, senza ansie da "devo essere figa, devo uscirne bene, non posso sembrare che ci sto sotto".

E forse si, le attenzioni di pancia non ci sono.
Ma c'è tanto rispetto.
E poca stronzaggine for the sake of being stronzo.

e quindi sta sera vado a letto dicendo germania batte italia 1:0.
Per sta sera almeno.



14 mag 2013

Giorno 27& 28& 29 & 30- delays da viaggio

Tenere il blog updatato mentre si e' in viaggio e' davvero difficile.
Quindi mi ritrovo qui, spersa in un hotel nel mezzo del nulla tedesco, a mettere insieme 4 giorni in un post.
4 giorni intensi, molto intensi.

Alla serata perfetta, ad anello, che aveva creato in me fugaci aspettative, sono seguiti giorni di delirio.
Delirio semplicemente causato da aspettative inattese, giochetti, frasi a mezzaria, strategie.
Non ho l'eta, forse non l'ho mai avuta, per prestarmi a queste situazioni.
Di conseguenza, io che sono abituata ad avere tutto cio che voglio, e subito- cado facilmente in preda a tormenti, malumori e insicurezze.

Ho passato dei giorni splendidi, intendiamoci. Rivedermi con i miei amici dell'"universita' dei secchioni" e' sempre un'ottima cosa. Anche perche abitiamo tutti in posti disparati e sono davvero contenta che siamo riusciti con un minimo di coordinazione e impegno, a ritrovarci tutti nello stesso posto per almeno 24 hr. Godere della compagnia l'uno dell'altro, ridere e scherzare, prendersi in giro, consolarsi e spronarsi per il futuro.
Weekend splendido, senza dubbio.
Se poi e' innondato dal sole pieno, dal profumo di tapas e dalla crema solare per il mio naso scottato- e' il non plus ultra.

E mentre una parte di me si godeva questi giorni caldi e pieni, un'altra nel retro della mia testa conduceva battaglie.
Battaglie per non piangere, che a forza di guardare avanti quasi quasi mi dimentico cio' che ho provato e patito i primi mesi di questo anno.
E quando ne riparlo, quando lo racconto, mi precipita tutto addosso come uno schiaffo in pieno viso- a ricordarmi che devo ricordare. Per potere stare bene devo elaborare quelle sensazioni orrende di quella camminata di un'ora e mezzo sotto la pioggia di inizio febbraio. Devo superare l'umiliazione del mio giro in macchina alle 3 di notte perche piangevo troppo forte. Devo superare la stanchezza di parole parole e parole spese per chi tanto non capiva nemmeno un decimo chi avesse davanti.

Sono piena di energie, mi butto in situazioni nuove a capofitto, ho voglia di sentire sulla pelle cose positive- ma e' evidente che io non sia pronta. Non sono pronta perche nel momento in cui un certo tassello non va come mi ero pregustata, mi cade tutto il nero addosso e mi sento stanca, sola, triste e affaticata.

Ho bisogno di continuare con la mia convalescenza. Mi torna tanto bene quando sono nella citta' di K., meno bene quando presa da mondi nuovi sento la voglia di spiccare il volo e mi spiaccico poi a terra.

Ancora una volta scrivo che devo avere pazienza. Con me stessa.
Con gli altri forse invece e' bene che non la abbia, come mi ha detto l'ex fiamma. Devo fare presto a eliminare dalla lista chi non si merita neanche per un minuto di esserci.

E mi ritorna in mente una strofa che cantavo spesso anni fa: "questa e' la mia vita, se entri chiedimi il permesso, trattamela bene, fammi ridere di gusto"...
Perche io sono precious, e me lo merito. Dovrei solo tatuarmelo.

(Dr.E con il racconto del mio weekend ci andra' a nozze. Secondo me mi fara pagare doppio).



Lo diceva anche l'oroscopo di vanity fair che i fallocefali abbondano. Rottweiler a sonagli mi piace molto.

10 mag 2013

Giorno 26- serate ad anello

Ieri sera si è candidata a migliore serata di questo 2013 so far.
Gli ingredienti sono sempre gli stessi- una città da esplorare (possibilmente durante un viaggio), programmi che si incastrano bene, leggerezza mentale, un bel vestito e spirito giusto.

Alla fine non ho scelto tra la vecchia fiamma e l'amico della bestie, ma ho deciso di vederli entrambi.

Prima ex fiamma, che così ho incastrato in uno spazio temporale ben definito in modo tale da evitare drammi da " oddio perché non abbiamo finito la serata insieme" e riaprire uno di quei pochi tocca e fuggi che non sono rimasti "potevano essere ma non sono stati" che mi porto dietro a pacchi.

Mi è venuto a prendere e siamo andati a bere una coca prima e un mojito a stomaco vuoto poi.
Quando l'ho rivisto, all'inizio ho pensato che non fosse quel gran Figo che avevo in me te. Ma poi le chiacchiere e i modi mi hanno fatto ricordare che il suo punto forte è lo charme. La chimica si è ricreata spessa a poter tagliare con il coltello. Io ho sorriso a 345 denti come non facevo da tanto, lui mi ha detto cose veramente carine e di cuore. Ci siamo lasciati abbracciandoci forte, contenti di esserci rivisti, lui diretto verso la sua futura moglie, io diretta verso il resto della mia vita in ripresa.
Fa bene rincontrare gente dopo anni, e notare quanto le cose siano migliorate, cresciute, maturate in quell'arco temporale- sentirtelo dire e sentirlo mentre parli.

In seconda serata invece amico di bestie e amico di amico mi sono venuti a prendere.
Secondo mojito e giro di shottini, e si sono fatte le tre di notte.
Risate, chiacchiere, conversazioni piccanti.
Altra chimica spessa da tagliare con il coltello con amico di bestie. Ma probabilmente solo da parte mia. E il misto tra il suo essere interessante e attraente, e la sfida di conquista è stato micidiale- ora non faccio che pensarci e so che per il mio bene è meglio che lasci Barcellona al più presto,

Queste serate perfette mi danno gioia di vita.
Ne esco più forte, più felice, più leggera.
Adoro.

E ho intitolato il post "serata ad anello" perché per pura coincidenza sono andata dal posto A al posto B con la ex fiamma, e con l'amico di bestie sono tornata al posto B concludendo la serata al posto A.

Perfetto dicevo.
Perfetto.

09 mag 2013

Giorno 24&25- improvvisate e teoria dei cluster

Ieri di nuovo non sono riuscita a tenere il ritmo e mettere su il post quotidiano.
Del resto stavo già in panciolle sul divano quando C. È passato per prendere gli scatoloni e mi ha trascinata fuori per festeggiare il nuovo appartamento che ha finalmente trovato.
A volte trovarsi casa è uno stress immenso.

Raccolto V., ieri sera mi sono concessa quei lussi fantastici che solo un giorno di festa infrasettimanale può rendere possibile- una passeggiata alle 22.30 per il centro.
Quando fa così caldo e quando, appunto, il giorno dopo non si lavora la città di k. è the place to be. Strade piene di gente, barrini all'aperto, birrette e chiacchiere.
Che quando mi chiedono cosa cavolo ci faccio qui, queste immagini sono le prime che mi vengono in mente e rinnovano il mio amore per questa città.

Quindi ieri sera mi sono goduta uno di questi momenti perfetti, dove senti di essere nel posto giusto al momento giusto e la tua vita l'hai bene salda in mano.

Al momento scrivo dall'aeroporto.
Ritorno a Barcellona, per un weekend di Reunion con il gruppetto università d'eccellenza.
A dire la verità la mia bestie sta sera vola a Londra, per cui sono sola per circa 24h.
Mi sento molto vicky o Cristina nel film di woody Allen (chi era scarlett? Vorrei essere scarlett pero l'altra alla fine si prende bardem quindi boh, sono decisioni difficili).

Sola, a Barcellona, per 24h.
E mi sono incastrati due appuntamenti per cena.
Uno con una vecchia fiamma che è bruciata nel corso di una notte (ma che notte ragazzi! Ricorderò forever). Non lo vedo da due anni e mezzo. 9 anni più grande, spagnolo, Figo che sa di esserlo.
L'altro con un amico della bestie, interessante e quasi una challenge. Si piace ed è sicuro di se, il che scatena in me quel desiderio malsano di intaccare questa sua sicurezza.
Booth options sono interessanti.
Ma probabilmente, data la teoria dei cluster, succederà che entrambi mi paccheranno e mi ritroverò sola a mangiare tapas. Oppure dovrò scegliere tra uno o l'altro, alla cui scelta seguiranno mesi di deserto. Succede sempre così. O tutto, o niente.

Questi sono decisamente i lati super positivi dell'essere single.
Le cose accadano, e io posso anzi devo perseguirle.

07 mag 2013

Giorno 23- dead woman walking

Sono in ufficio.
La mia mente vaga tantissimo.
Numeri numeri numeri, ma non riesco a concentrarmi.
Ho anche fame. Non aiuta.

Sono in quello spazio temporale che di solito definisco "dead woman walking".
Ovvero la attesa che segue una di quelle coglionate fatte dal cuore vuoto. Una di quelle "la butto la e vediamo che succede".
Ma ovviamente tra il 50% di possibilita' di ottenere qualcosa di super exciting e super figo (anche se non ci ho mai creduto), ha prevalso quel 50% di possibilita' di non ottenere proprio niente.
Anzi.

Ora- per essere meno criptica, anche per mie future riletture.
Ho inviato una mail confessionale a una vecchia vecchissima crush.
Una di quelle che in realta' sono stati un paio di baci ma poi niente di piu'. E come avere di piu' se si abitava/abita lontanissimi uno dall'altra?
Pero' negli anni e' sempre stato un pensiero ricorrente. chissa' che fa, chissa' con chi e', come sarebbe se. Immagini di me nella sua citta', in una vita totalmente diversa, con lui.

Non so spiegarmi perche' io coltivo attivamente queste cose, questi film creati con persone che sono passate da qui e hanno lasciato qualcosa- anche se si e' trattato solo di un paio di baci.
Fattosta che lui e' probabilmente il mio film ricorrente negli anni.

Sono talmente lost in translation ultimamente che ho deciso, venerdi sera, di mettere insieme questa mail confessionale per dirgli appunto che negli anni e' stato il mio pensiero ricorrente. Ho fatto riferimento ad un paio di situazioni in cui ci siamo incontrati ma non era mai al momento giusto nonstante in realta' io lo volessi sempre.

Ebbene.
Nessuna risposta per un paio di giorni.
Poi un "ovviamente ti rispondero'".
E ancora silenzio.

Per cui SO che sara' una risposta del cavolo, anzi forse non ci sara' alcuna risposta.
Quindi la mia attesa e' un attendere un qualcosa di negativo, che so per certo che avverra'.

Da qui dead woman walking.

E va beh.
Almeno metto un "the end" a sto film che va avanti dal 2006.


source.http://images.sodahead.com

Giorno 22- Deja vu.

In effetti sono in ritardo oggi.
Sono le 00.38, teoricamente siamo già nel giorno 23, ma poco importa.
Ho avuto una serata piena di telefonate.
A. dal di là dell'oceano, G. dall'oltralpe, F. da casa, Sista dalla capitale.

A volte mi chiedo perché non usi skype più di frequente, soprattutto con chi come A. non vedo da mai e sta così lontano. Basta una telefonata per trovare la vecchia sintonia dei tempi della camerina dai mobili arancioni.

Ho lavorato fino a tardi oggi per cui sono tutta un po' in ritardo.

Stavo andando a letto quando, nel scrivere una frase, mi è venuto in mente un momento preciso.
L'ho sentito cosi addosso, che mi è sembrato lo stessi rivivendo preciso preciso, in quel momento.

La frase è "sleep tight"- sogni d'oro in italiano.
L'ho scritta e mi è tornato in mente il momento in cui l'ho imparata.
5 anni fa e poco più.
In un ascensore.
Più o meno a quest'ora.
In un albergo di Praga.

Con C.
C. che poi fu.
C. che forse a forza di pensarci realizzo è stato uno dei pochi "ti prendo e ti porto via".
C. il colpo di fulmine fatale che mi fece andare contro tutta la mia ragione e imbarcarmi, con grande paura, in una relazione italo-tedesca a distanza.
C. che mai poi mai ma a cui voglio ancora tanto bene.

Ho scritto quelle parole e mi è sembrato di vedere la faccia di M. davanti a me, di vedere le pareti di quell'ascensore, di avvertire la presenza di C.

Che strano.
Forse è vero che il nostro passato vive là, in quella dimensione, di vita propria- come in ritorno al futuro.
Forse ci sono momenti in cui il mondo inciampa per un nanosecondo, e il passato si mischia al presente che si mischia al futuro.

Deja vu?
Questo però era più forte e ultimamente mi sta capitando spesso.

Bah.

Source:paulabecker.com

05 mag 2013

Giorno 21- ogni donna è paese

Il sole continua a splendere e a regalare ottimi pomeriggi caldi e profumati.
Potrei abituarmi alle mie colazioni in giardino, seguite da tutta una serie di mini appuntamenti che posso decisamente sbrigare mentre prendo un po' di sole.

Oggi sono venute a trovarmi un paio di ragazze del club del libro, per vedere il film basato su "Sostiene Pereira", che abbiamo letto per il mese di Aprile.
Ottimo film, stupendo Mastroianni.

Dopo aver concluso la visione, ci siamo date a chiacchiericcio e lì ho scoperto una grande e bella verità.

Ultimamente sono un po' lost in translation con tutta questa questione del tornare a mettermi là fuori, nel mondo del dating, nella giungla che peggiora sempre.
E pensavo, come sempre, di avere io uno specifico problema.

Non mi sento molto in grado di flirtare con frasi catchy, mi pare di trovare tutti io i casi umani (vedi notte delirante), mi sembra che io solo io incontri delle difficoltà oggettive in questo campo.
E siccome sono expat nella città di K, attribuivo un po' di responsabilità anche al mio essere italiana, che forse cozza con questa germanicità locale.

E invece.
Parla qui parla lì con le mie book-club-mates, che sono scozzesi e russe- e niente.
Tutto mondo è paese quando si trattano questi argomenti.
Ognuna aveva almeno due begli esempi freschi di casi umani che non rispondono a messaggi così di punto in bianco.
Ognuna si lamentava del fatto che non sanno bene come rigirarsi in questa giungla, e non hanno idea di come incontrare persone nuove e interessanti.
Ognuna metteva in tavola il proprio problema principale- che per me resta il decidere a catalogo e non col cuore (more to come on this).

Parla qui, parla li, mi sono accorta di quanto mi manchi una amica con cui uscire qui nella città di K. Che N io la adoro ma si è fidanzata e si sa, che la legge del fidanzamento dice che non sei più così sprint ad uscire e a supportare le tue amiche single.
J è anche fantastico, ma è un uomo, manca di quelle sottigliezze femminili.

Entusiaste di questa scoperta, ovvero che siamo tutte nella stessa barca, ci si è impegnate a darsi una mano ufficialmente.
E chissà se l'unione in questo caso fa la forza?
Però sono davvero contenta. Positiva, anzi, per essere corretta.

Source: movieposterdb.com

04 mag 2013

Giorno 20- thoughts from the garden

Sabato sera.
Scrivo dal giardino.
Avere un giardino è ancora una cosa nuova, ma che senza dubbio mi dà pace.
Sono seduta sulla sedia che ho montato da sola (speriamo regga), l'aria è tiepida, il sole ancora alto.

Uno dei vantaggi dell'estate tedesca è il sole che tramonta davvero tardi.
Di giornate luminose il clima qui ne offre poche, meno rispetto al mio angolo di paradiso a casa. Ma compensa, estendendole il più possibile.

Sono stata tutto il giorno con N. Non succedeva da tempo, divisa lei com'è tra la città di K e il posto sperduto nel vicino Belgio.
Abbiamo fatto brunch intenso, mix tra dolce e salato a cavallo tra i nostri due modi di fare colazione.
Parto dal dolce io, parte dal salato lei, e ci incontriamo a metà.

Abbiamo guardato in maratona Before Sunrise e Before Sunset.
Lo avevo detto io che ci sono rimasta flashata.
E lo ribadisco anche dopo la seconda visione. Divini.

Entrambe concordiamo che ci è più vicino il secondo film, per i temi trattati.
Eccoti li, vicino ai 30, "grown up"  più o meno, che fai quello che volevi/speravi di fare quando studiavi e che ti chiedi perché non ti senti puramente e schifosamente felice.
Che, come dice Ethan nel film, hai sempre una certa dose di "insoddisfazione".
Che sai che la tua vita è tanto, ma non lo senti.

Almeno preferisco che questa insoddisfazione io al momento me la viva da sola, da single.
Perché spero che un giorno, con affianco la persona giusta, vada via e l'irrequietudo si plachi.
Niente di peggio di stare vicino al tuo lui e sentirti sola, citando ancora il film.
Anche se è abbastanza stupido pensare, e una parte di me lo rigetta, che serva qualcun altro per completarmi. Perché non sono sufficiente io? Sola? Titanica? (E cito ancora una volta il film... dio, sono in loop).

Eterni dilemmi.
Ma per oggi non mi importa.
Del resto sono seduta sulla sedia che mi sono montata da sola, nel mio giardino.
L'insoddisfazione sta sera va in vacanza, almeno per un po'.


03 mag 2013

Giorno 19- i cuori vuoti sono pericolosi

Ho il cuore vuoto.
Conto i giorni da cui sono "crush- free" come fanno gli alcolisti anonimi.
Dico alle mie amiche che arrivata a 3 mesi, mi devono regalare un badge.

Ne sono contenta, ma so anche che gioco ad un gioco pericoloso.

Un cuore vuoto è leggero, ma si popola anche facilmente.
Di fantasmi di amori passati, di amori immaginati, di amori che potevano essere e non sono stati.

Lo affollano, tanto per dargli un po' di peso.
A tratti è una sborniata leggera che sale e prende la testa.

Basta inserire un po' di ragione e poi tutto svanisce.
Ma in quei cinque minuti ci vorrebbe qualcuno che mi impedisdi fare scemenze.
E non sempre c'è.

SMS che non dovevo mandare, "send" che non dovevo pigiare, mail che non dovevo comporre.
Il brivido di sapere di stare facendo una cosa sbagliata, ma intanto la butto la che vediamo che succede.
Mi autoproduco un po' di adrenalina.

Solo cher però quando le risposte non arrivano, o arrivano diverse da quelle che vorrei, il cuore da vuoto diventa pesante.
Si fa pieno di tutte le delusioni accumulate, del panico della spinster forever, dell'ansia da ricerca incontrollata.
Affonda un po' alla base dello stomaco.

Poi risale, certo. Ancora una volta vuoto e leggero.
Pronto per il prossimo pericolo.
Temerario, lui!


Banksy



02 mag 2013

Giorno 18- Volere è sognare.

Barcellona.

Passeggio per questi vicoletti e mi sento in pace con il mondo, un po' turista un po' no, con la voglia di fare il pieno di sole e buon umore, profumo di mare e chiacchiere a voce alta.

Cammino e penso.
Penso a quei desideri un po infantili, quelli che sai che non hanno possibilita di realizzarsi ma li formuli bene lo stesso, li modelli nel dettagli.
A questo giro il pensiero è il seguente: se potessi, vorrei tanto potermi sdoppiare, vivere tante vite in città diverse e capire come queste esperienze possano influenzare chi sono, cosa voglio, cosa mi piace, cosa no.

Vorrei poter essere quella che prende la vespa e va a incontrare il suo fidanzato per una passeggiata notturna lungo i fori a Roma, la donna sofisticata dai cappottini di perfetta fattura che ordina café au lait a Parigi, la hipster dalle gambe kilometiche che sorseggia caramel macchiato leggendo alla finestra di un appartamento mignon nel village di New York, la donna vestita di rosso fuoco che incontra gli amici per un tinto di verano in una stradina di Madrid, quella abbronzata con in capelli crespi di mare che gestisce un mini hotel a Santorini, la expat che va ad esercitare il turco andando a comprare spezie al bazaar a Istanbul, e magari anche quella dal tailleur e tacco 12 che sbatte via rientrando a casa mentre ordina dell'ottimo take away indiano nel centro di Londra.

Vorrei essere tutto questo mentre non abbandono la citta' di k, dove ho i miei affetti sicuri per ora e che dopo 4 anni e mezzo mi piace ancora e di più del primo giorno.

Sogno per un po e poi torno alla realta'
Mi dico che ho tempo e forse un giorno sarò tutto quello che ora vorrei o magari altro, o magari di più. Un giorno lascerò la città di k. e mi la cero in una nuova avventura.
Lo faro da sola o invece inseguirò qualcuno per questi luoghi. O magari sarò inseguita.

Mi ripeto che quisque faber fortunae suae

Pero so che i sogni bisogna avere il coraggio di realizzarli.
E io questo coraggio ce l'ho?
Non lo so.



01 mag 2013

Giorno 17- primo maggio spagnolo

Scrivo dalla stanzetta al terzo piano di C., nel centro di Barcellona.
Primo maggi spagnolo, per me, quest'anno.

Colazione tardi a base di french toast e poi sana spiaggia, al sole di una dormita alle tre del pomeriggio.

Gelato in compagnia, qualche chiacchiera in un Italiano che a volte mi sembra non mi venga più fuori facile.

I respironi del "bello godere del dolce far niente"
E sentire quasi che un pezzettino vada al suo posto, mentre si guardano le onde. Che banana yoshimoto giustamente dice "come fanno le persone a trovare un equilibrio nelle città senza mare?".

Viaggio e mi portò addosso tante fisime che forse solo il tempo e Dr. E potranno aiutarmi a distruggere.
Mi scopro vulnerabile a certe piccole accortezze, gesti, linguaggi del corpo. Queste piccole cose mi attraggono quando arrivano, come se mi fossero mancate da molto, ma mi rendono triste quando non arrivano. La cosa mi destabilizza.

Piano piano devo riuscire a capire come controllare questi altre bassi. E a rilassare i miei muscoli che invece vanno in spasmo, perché agito le braccia a lungo e freneticamente cercando qualcosa che non c'è, non arriva.
Devo controllare il panico da vuoto, da voglio tutto e subito.
Devo esercitare la pazienza.

Facile a dirsi, meno a farsi.

Ma oggi splende il sole e non è tempo di piangere, solo di sorridere e farsi venire le rughe belle.