23 apr 2013

Giorno 9- Due paia di occhiali

Mentre tornavo a casa da lavoro l'iphone ha deciso di passare "Good Riddance" dei Green Days.

Ovviamente la cosa mi ha fatto subito pensare all'agosto 2006, a Orchard Down e all'estate americana.
"Uno dei migliori momenti di sempre", ho detto tra me e me.
E poi, socratica, mi sono chiesta perché lo definisco ancora così, dopo tanti anni.

I perché sono tanti ma riassumibili ad uno solo- in quella vacanza studio sono stata serena.

E nonostante stessi rivalutando tante cose all'epoca, inclusa la mia storia universitaria di 2.5 anni, mi svegliavo ogni giorno contenta.

Ero felice.
Felice di me (anche).

E quindi, sempre socratica, mi sono chiesta quando è che riesco a dare e vivere il meglio.
Non trovo una facile riposta.

Chi sono io?
Me lo sto domandando spesso.
Sono quella che se ne sta tranquilla sul divano per un film e due chiacchere, ma che vuole anche mettersi in tiro e uscire per ballare di tanto in tanto.
Quella che pianifica fino all'impossibile, ma vorrebbe ricevere sorprese positive dalla vita.
Sono quella che ama il gruppo e il sentirsi accettata, e puntualmente lo fugge per momenti di perfetta solitudine.
Colei che ama questo essere single, e al tempo spesso sogna la prossima storia.
Che vuole diventare un associate director, ma si immagina mamma di due bambini a cui preparare crepes la domenica mattina.
Quella che si sente proud per vivere nella città di K lontana dall'Italia e al tempo stesso soffre di attacchi di nostalgia acuta.
La tipa dagli smalti chanel allineati sulla mensola del bagno, e che arriva a lavoro con il vestito all'incontrario.
Determinata, ma con interessi o obiettivi che a volte sono un fuoco di paglia.
Quella che adora ridere forte da far male le mascelle e che al contempo piange tanto e spesso.

E infine sono colei che si piace se si guarda dentro, ma non sempre si piace se si guarda con gli occhi degli altri.

Vesto due paia di occhiali, come mi hanno detto.
E ho una personalità complessa, come mi hanno detto.

Sono tutto e il contrario di tutto.
E forse che forse sto imparando ad accettarlo e ad apprezzarlo.



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