21 apr 2013

Giorno 7- it's a jungle out there

Il primo scontro con la nuova realtà accadde nel 2002.

Uscivo dalla mia prima storia d'amore, di quelli visti e presi e innamorati alla follia per un paio d'anni.
Avevo 17 anni e pensavo di aver capito come funzionava il mondo.

Mi garbicchiava B., non mi ricordo neppure da cosa scattò la cotta e come lo approcciai/ venni approcciata. Ad ogni modo ricordo che ero riuscita a convincere i miei a non farmi andare a scuola un giovedì (si lo so, se avessi detto che avevo marinato scuola la storia sarebbe stata più figa- ma io ero una colleggialina).

Saltai la scuola, dicevamo. E presi un treno con lui per accompagnarlo a Firenze dove lui studiava. "Prima appuntamento in giro per Firenze- che cosa fantastica!" pensai allora.
Dopo un tergiversare di mezza giornata, questo B. mi baciò su Ponte Vecchio. Scena bellissima, direi anche quasi romantica.
Passiamo il resto del pomeriggio così, a zonzo e a sbaciucchiarci.

Nella mia testolina tutto era chiaro. Ci s'era baciati, ergo si stava insieme.
Mi resi conto della cantonata al ritorno dalla gitarella- quando lui mi salutò con un "ci si sente".
Seguito da x giorni di silenzio, poi un SMS, magari uno squillo, seguiti di nuovo dal silenzio.
E dalla mia pseudo-nevrosi, perché non riuscivo a capire a quale gioco stavamo giocando.

Semplicemente, il visti e presi non era già più di moda.

Sono passati 11 anni e le cose sono anche peggiorate.
In 11 anni, sebbene mia sorella direbbe che sono stata single troppo poco, ho sviluppato skills al limite del demenziale.

Ovvero cose come:
- vivisezione dei dialoghi, su facebook/whatsapp/twitter/etc.  (E' carino? e' solo friendly? flirta?)
- analisi delle proposte di appuntamento (day date/ invito a cena/ dopo cena/ quale giorno della settimana?)
- scanning accurato del profilo facebook (ultima fidanzata era figa? che posti frequenta? che libri legge? ma legge?)
- soppesamento delle mie parole al grammo (per non fare sembrare che ci sto troppo sotto)
- distribuzione ottimizzata delle pause tra un contatto e l'altro (per non fare sembrare che ci sto troppo sotto parte seconda)
- pianificazione strategia di uscita dignitosa nel caso in cui questo sparisca nel silenzio (da mettere appunto già dai primi momenti)

E in 11 anni, ho sviluppato pseudo-nevrosi da:
- il blip del contatto che "diventa" on line su MSN dei tempi d'oro (mi scriverà? Ore a fissare lo schermo del computer aspettando)
- il woosh del SMS inviato dei tempi d'oro (quando lo leggerà? Ore a scrutare il nokia 3310 aspettando)
- il "visto" di facebook dei tempi moderni (mi risponderà? Ore a controllare la casellina dei messaggi privati aspettando)
- i due segnetti verdi di whatsapp in combinazione con l'ora dell'ultima volta che è stato on line (mi contatterà? Ore a controllare l'iphone aspettando).

Sono tempi difficili.
E nonostante 11 di anni di esperienza, a volte penso di non aver ancora ben capito le regole del gioco.

It's a jungle out there.
Definitely.

Pix from adorkableundies.com

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