17 apr 2013

Giorno 3- Lana rules

Nonostante mi sia svegliata numerose volte durante la notte, con i miei soliti urli perche mi immagino ci sia qualcuno che mi sia entrato in casa, l'umore questa mattina e' decisamente alto.

Sono in ufficio vestita come una mezza teenager.
Converse, jeans e maglia casual but cool (che diciamolo, sono le piu' difficili da trovare e se una ha due tette taglia 5 sono anche le piu difficili da portare).


Motivo di questo temporaneo cambio di stile e' il concerto di Lana del Rey che vado a vedere/sentire/ammirare/cantare questa sera.
Dovevo andare con la mia bestie N., ma e' bloccata per lavoro in un posto sperduto del Belgio, sicche' e' subentrato J. a farmi compagnia.

Sara' tipo il secondo concerto in lingua non italiana di questi 28 anni di vita.
Diciamolo, il bello dei concerti e' sapere TUTTE ma proprio TUTTE le canzoni a memoria, e cantarle a squarciagola che tanto nessuno ti sente (o forse il vicino si, ma pazienza).
Quindi in generale preferisco investire le mie risorse nei tipici tagliavene italiani (tipo, ai tempi, Ligabue visto 3 volte in 3 anni).
Le canzoni in inglese, sebbene dopo un po' le impari, non so, non mi danno la stessa soddisfazione da canto incontrollato a pieni polmoni.

Ma Lana la vado ad ascoltare non tanto per cantarla, quanto per farmi calmare l'animo.
Nei miei mesi di depressione e rantolamento, Lana e Spotify mi hanno fatto da ninna nanna per calmare lacrime, incazzature e buio totale.
Quindi sta sera voglio essere li, una tra tanti, a occhi chiusi, orecchie bene aperte e soul in the air.

Sono excited.
Mi piaccio quando mi impegno a fare qualcosa che so mi fara' bene.


Aggiornamento delle 00.15: il concerto e' stato fantastico. Niente effetti speciali o show ballanti, solo lei, la sua voce, i suoi arrangiamenti, e qualche chicca come "knocking on heaven's door". Stupendo.
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