16 apr 2013

Giorno 2- emotional vulcano

Ieri a lavoro e' stata una giornata delirante.
Ultimamente uso molto questo aggettivo.
Delirante.
Delirio.

Come gente che passa da qui, tenta e si fa tentare, poi si fa prendere da sensi di colpa piu o meno reali. E rinnova l'amore per chi era a casa.
Bah.

Come accendere il blackberry alle 8.30 di sera (errore madornale!), leggere mail che subdolamente ti ridossano responsabilita' e/o blames da colleghe senza palle al di la' dell'oceano, pronte a diventare iene appena la luna gira.
Bah

Come farsi prendere dall'ansia perche' uno dei tuoi due gatti non c'e al tuo ritorno e nonostante ti spolmoni per chiamarlo, questo non viene. E due ore dopo il tuo ex, che vive a 800 m da te, ti dice che lo ha ritrovato nel nostro suo giardino. Anche il mio gatto decide di prendersi pause da me.
Bah.

Insomma. La primavera, le scarpe basse e la pashmina di Gucci, non sono sufficienti al momento a ristabilire un ordine cosmico che mi tolga dal petto questo piombo creatosi con la velocita della luce tra ieri e oggi.
Del tipo che anche il mio piano cottura che, seguendo i consigli di yahoo answer ho provato a sgrassare usando del sale grosso, ora e' tutto graffiato, mi genera scompensi emotivi.

Alle 09:37 di questo secondo giorno di progetto, sono un emotional vulcano.
Vediamo come finisce la giornata.


Oggetto non ben identificato a forma di cuore, trovato sulla moquette di una sala da ballo.

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