26 apr 2013

Giorno 12- scrivere per non morire

Questo progetto è la prova che quando mi guardo dentro e cerco di capire cosa mi piaccia fare veramente, scrivere è decisamente un caposaldo.

Ho tenuto diari fin dalla prima elementare, ed è uno spasso rileggerli.
Ho creato degli specie di scrapbook per i  miei viaggi importanti, e quando li riapro ogni piccola cosa mi parla (del resto sono una che ama ricordare).

Ho scritto nei miei momenti bui, per sfogarmi contro la pagina bianca.
Nei momenti incerti, per chiarirmi i pensieri con flussi di coscienza davvero criptici a volte.
Ho scritto (meno) nei momenti belli, per fissare le cose nel tempo.
La mia scrittura da incerta e elementare, è passata ad arrotondata e abbellita da puntini a forma di cuore nei tempi delle medie, a precisa e matura nei miei panni da liceale, a veloce e schematica quando frequentavo l'università.

Scorro le pagine e vedo mille e una versioni di me.

Quattro anni e un po' nella città di K, e direi che i peggiori avvenimenti della mia vita si sono tutti scatenati in questo arco temporale.
Scrivere mi ha aiutata a non mollare, a non perdere il lume della ragione, a non rinchiudermi nello sconforto più totale.
Il dolore a volte si può toccare, le pagine sono solcate a fondo dalla mia rabbia.

Questo progetto mi sprona ad esercitarmi ogni giorno. Come se suonassi uno strumento e volessi acquisire sicurezza nel battere i tasti o pizzicare corde.
Giorno dopo giorno mi sforzo, e per ora è una soddisfazione.
Anche se magari non mi legge nessuno, mi leggo io.

Infine, a gennaio, ho deciso di guardarmi intorno e contribuire per qualche altro blog ben strutturato e più grande del mio. Ho fatto una application, mi è stata rifiutata, ho insistito, mi hanno concesso una chance.
Il mio primo post adesso è on. E sono stata ammessa tra i contributors ufficialmente.

Piccole cose, ma del resto qui è tutta un''arte delle piccole cose.
L'arte che preferisco.


Dal diario corrente
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