25 apr 2013

Giorno 11- 25 Aprile

Mi e' sempre piaciuta la festa del 25 aprile.
Insieme a quella del primo maggio, decisamente la mia preferita.
Quando andavo al liceo, era tempo di prendersi una giornata di relax e andare a fare pic nic al mare o nelle piane in collina.

Motorino, sciarpetta, costume e panino.
Stupendo.

(Mi viene in mente adesso che non so perche' associo queste due feste agli eventi del 1999, quando avevo 15 anni. Ricordo che il 25 aprile giocavo con la gatta sugli scalini di casa e mi venne a trovare la mia cotta di allora, cosi', tanto per parlare. Che pero poi tra me e un'altra ovviamente scelse l'altra pochi giorni dopo. Mentre il primo maggio sempre di quell'anno, su una panchina di fronte al mare e sotto un sole pieno, mi vedevo per la prima volta con colui che poi fu il primo amore. Per dire, nel giro di una settimana ero passata da una cotta ad un'altra. tipico me).

Da quando non vivo piu' in Italia, il 25 aprile lavoro. E se all'inizio la cosa mi faceva strano, aedsso ormai e' normale non festeggiare.
Pero' non me ne dimentico mai.
E negli anni passati non sono mancati i pistolotti sul suo significato che hanno investito i fidanzati tedeschi o chiunque passasse a tiro

Oggi mi hanno chiesto perche' ci tengo cosi' tanto.
E mi sono venute in mente le mani nodose di mio nonno Archimede, che intervistai per il giornalino delle elementari sui fatti della seconda guerra mondiale vissuti da lui. E mi diceva di quando era stato messo al muro.
E poi mia nonna Fu, che mi raccontava di quando avevano preso il nonno Nello e lei era andata a cercarlo con due figli piccolissimi a casa.
E infine il partigiano del mio paese, che puntualmente ci veniva a trovare a scuola in prossimita' di questa festa, per aiutarci a non dimenticare.

Io non dimentico.
Ma soprattutto ci spero ancora, in un Paese degno delle sue origini e del coraggio che ha dimostrato.
Mi chiedo soltanto cosa posso, concretamente, fare da qui.

E mentre ci penso, mi ascolto questo


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