30 apr 2013

Giorno 15 & 16- gastrointeriti e film

Ieri ho saltato il post quotidiano.
Mi perdono pero'.
Ero bloccata a letto, in spagna, con dolori fortissimi allo stomaco e tanta nausea.

Gastrointerite, dicono.
Mpf.
Not good.

Ora sono qui, molto debolina, aspettando che ritornino i miei fellows per continuare il meeting.

Intanto penso a questi due film che mi hanno colpita come un fulmine, domenica sera.
Before Sunrise (1995), Before Sunset (2004).
Quest'anno esce il terzo film, After Midnight. Inutile dire che ora conto i giorni.

Sono una appassionata di cinema. Non da dire che mi sono vista tutto il morandini, pero' uno dei piaceri della mia vita e' appunto la sala buia o il divano e popcorn davanti ad un buon film.

Domenica, non ricordo come, parlavo di questi due film a J. e quindi ho deciso di guardarli.

Ho visto il primo e mi e' piaciuto un sacco. Tanto da decidere di guardare subito il sequel, che invece ho proprio amato. Probabilmente perche nel primo i personaggi hanno 23 anni mentre nel secondo 32, quindi mi sento piu' vicina alle loro vicende. E anche perche' il secondo analizza l'impatto di certi sliding doors.

Ne sono rimasta folgorata. Le cose che si dicono.. quanto sembrano vere, quanto sembrano reali, quanto si assomigliano a miei pensieri passati o correnti.

Io credo tantissimo nel tema di questi due film.
Credo che esistano incontri che ti cambiano la vita. Situazioni che devi afferrare al volo perche' altrimenti un giorno te ne pentirai. Persone che ti combaciano 1:1 come un pezzo del puzzle, trovate cosi, per una serie di coincidenze.

E ci credo cosi tanto che a volte nel passato ho anche forzato certi momenti, per la paura di lasciarli andare e poi capire che era uno di quegli incontri importanti che mi avrebbero cambiato la vita solo se.

E da qui il dilemma- come capire? forzare? lasciare andare? rimpiangere o rinnegare?
La linea e' sottile.

Ma  uno dei miei incubi sarebbe proprio un giorno rimpiangere un "se solo se".
Parafrasando la catch-phrase del poster del secondo film: "What if you do NOT have a second chance with the one that got away?!"

Sebbene non voglia commettere altri errori da topo, penso che ci ricaschero' e nella speranza di trovarmi in una di quelle situazioni appena descritte, forzero' cose che non andrebbero forzate.

Ma la speranza e' l'ultima a morire no?
E evidentemente, nonostanta non lo ammetta nemmeno a me stessa, sono una inguaribile romantica.

Pix from IMDB.com


Celine: When you talked earlier about after a few years how a couple would begin to hate each other by anticipating their reactions or getting tired of their mannerisms-I think it would be the opposite for me. I think I can really fall in love when I know everything about someone-the way he's going to part his hair, which shirt he's going to wear that day, knowing the exact story he'd tell in a given situation. I'm sure that's when I know I'm really in love."



28 apr 2013

Giorno 14- Domenica dolce far niente

Non c'è niente di meglio che svegliarsi la domenica senza l'allarme dell'iphone.
Rotolarsi da un fianco all'altro, con occhi semi aperti.
Decidere di tirarsi su, ma di godere ancora un po' del comfort e quindi mettersi a sfogliare roba sull'ipad.

Pigiamata, ricevere amici inaspettatamente e improvvisare un pranzo leggero ma buono con quelle tre cose in frigo.

Mettere insieme le finanze che piangono.
Ripetere che c'è da pulire, stirare, fare la valigia- ma tutto più tardi, c'è tempo.

Vagare un po' blog per blog, chiedendosi cosa fare per avere un po' di follower.
Che il calore virtuale a volte può fare davvero tanto bene.
Investire un po' di tempo nel sistemare grafica e link.

Parlare con la amica del cuore, ridere del "siamo nella migliore delle peggiori situazioni", fare la sua vita mia e viceversa. Usare il plurale.

Bersi un tè, guardandosi in giro, che questa casa è ancora in divenire ed è sempre più accogliente.

Pensare che domani sarò al caldo spagnolo, e per un po' di giorni mi farò coccolare dalla bestie.
La bestie che è la mia safety net.
E di questo parlerò in un dei prossimi 365-14 post.

A gennaio speravo che una macchina mi investisse e mi mandasse in coma.
Desideravo che qualcuno prendesse in mano la mia vita e la mettesse apposto per me. Non volevo compiere alcuno sforzo.
Poi la mente ti stupisce sempre, racimola risorse dagli angoli più remoti del tuo corpo, e senza che tu neanche te ne accorga, ti porta avanti. Compie i propri passi. Guarda al futuro.

Gennaio è stato baratro.
Febbraio è stato rannicchiarsi ai piedi dell'ostacolo.
Marzo è stata salita.
Aprile è stata velocità di crociera.
Maggio sarà adrenalina.



Spring nella mia camera & Findus

Update delle 23:52- sta sera ho deciso di guardare Before Sunrise. Dopo di che non ho potuto resistere, mi sono vista anche Before Sunset.
"Rarely this shaken after watching a movie".
Fantastici.

Follow on Bloglovin

27 apr 2013

Giorno 13- giornata uggiosa

Sono le 9.15 di mattina e da un'oretta sono in questo mc donald's nel mezzo del nulla.
Aspetto che mi cambino le gomme, che dovremmo avere scongiurato finalmente il pericolo neve.

La giornata è grigia e fredda, dopo un exploit di 27 gradi un paio di giorni fa.
Ho in programma mille cose, compreso un giro all'ikea per comprare i mobili per il patio.
Bello avere un patio. Spero solo di poterlo usare.

Il mio umore è meh.
Ho ansia da soldi e risparmi, da pet sitter per i gatti, da Findus che continua a tornare nel vecchio giardino.
E poi ieri ho pianto dopo un sacco che non succedeva.
Stavo così bene giovedì, così contenta del club del libro, del post, dei miei progresso nei miei hobby.
Poi arriva l'ex a destabilizzarmi, ad insultare la mia intelligenza, a sfoderare quella freddezza calcolatrice che mi dice mai mai mai più con un tedesco.

E sono più arrabbiata per avergli dato la chance di farmi piangere, di nuovo, che per il motivo in se'.

Anyway.

Può darsi anche che tutto questo nervoso sia solo SPM.

Anyway.

Colazione

26 apr 2013

Giorno 12- scrivere per non morire

Questo progetto è la prova che quando mi guardo dentro e cerco di capire cosa mi piaccia fare veramente, scrivere è decisamente un caposaldo.

Ho tenuto diari fin dalla prima elementare, ed è uno spasso rileggerli.
Ho creato degli specie di scrapbook per i  miei viaggi importanti, e quando li riapro ogni piccola cosa mi parla (del resto sono una che ama ricordare).

Ho scritto nei miei momenti bui, per sfogarmi contro la pagina bianca.
Nei momenti incerti, per chiarirmi i pensieri con flussi di coscienza davvero criptici a volte.
Ho scritto (meno) nei momenti belli, per fissare le cose nel tempo.
La mia scrittura da incerta e elementare, è passata ad arrotondata e abbellita da puntini a forma di cuore nei tempi delle medie, a precisa e matura nei miei panni da liceale, a veloce e schematica quando frequentavo l'università.

Scorro le pagine e vedo mille e una versioni di me.

Quattro anni e un po' nella città di K, e direi che i peggiori avvenimenti della mia vita si sono tutti scatenati in questo arco temporale.
Scrivere mi ha aiutata a non mollare, a non perdere il lume della ragione, a non rinchiudermi nello sconforto più totale.
Il dolore a volte si può toccare, le pagine sono solcate a fondo dalla mia rabbia.

Questo progetto mi sprona ad esercitarmi ogni giorno. Come se suonassi uno strumento e volessi acquisire sicurezza nel battere i tasti o pizzicare corde.
Giorno dopo giorno mi sforzo, e per ora è una soddisfazione.
Anche se magari non mi legge nessuno, mi leggo io.

Infine, a gennaio, ho deciso di guardarmi intorno e contribuire per qualche altro blog ben strutturato e più grande del mio. Ho fatto una application, mi è stata rifiutata, ho insistito, mi hanno concesso una chance.
Il mio primo post adesso è on. E sono stata ammessa tra i contributors ufficialmente.

Piccole cose, ma del resto qui è tutta un''arte delle piccole cose.
L'arte che preferisco.


Dal diario corrente

25 apr 2013

Giorno 11- 25 Aprile

Mi e' sempre piaciuta la festa del 25 aprile.
Insieme a quella del primo maggio, decisamente la mia preferita.
Quando andavo al liceo, era tempo di prendersi una giornata di relax e andare a fare pic nic al mare o nelle piane in collina.

Motorino, sciarpetta, costume e panino.
Stupendo.

(Mi viene in mente adesso che non so perche' associo queste due feste agli eventi del 1999, quando avevo 15 anni. Ricordo che il 25 aprile giocavo con la gatta sugli scalini di casa e mi venne a trovare la mia cotta di allora, cosi', tanto per parlare. Che pero poi tra me e un'altra ovviamente scelse l'altra pochi giorni dopo. Mentre il primo maggio sempre di quell'anno, su una panchina di fronte al mare e sotto un sole pieno, mi vedevo per la prima volta con colui che poi fu il primo amore. Per dire, nel giro di una settimana ero passata da una cotta ad un'altra. tipico me).

Da quando non vivo piu' in Italia, il 25 aprile lavoro. E se all'inizio la cosa mi faceva strano, aedsso ormai e' normale non festeggiare.
Pero' non me ne dimentico mai.
E negli anni passati non sono mancati i pistolotti sul suo significato che hanno investito i fidanzati tedeschi o chiunque passasse a tiro

Oggi mi hanno chiesto perche' ci tengo cosi' tanto.
E mi sono venute in mente le mani nodose di mio nonno Archimede, che intervistai per il giornalino delle elementari sui fatti della seconda guerra mondiale vissuti da lui. E mi diceva di quando era stato messo al muro.
E poi mia nonna Fu, che mi raccontava di quando avevano preso il nonno Nello e lei era andata a cercarlo con due figli piccolissimi a casa.
E infine il partigiano del mio paese, che puntualmente ci veniva a trovare a scuola in prossimita' di questa festa, per aiutarci a non dimenticare.

Io non dimentico.
Ma soprattutto ci spero ancora, in un Paese degno delle sue origini e del coraggio che ha dimostrato.
Mi chiedo soltanto cosa posso, concretamente, fare da qui.

E mentre ci penso, mi ascolto questo


24 apr 2013

Giorno 10- gli 8 errori dei topi

Dr. E è la mia guida spirituale da qualche tempo.
L'ho trovata così, per caso, e all'inizio neanche volevo chiederle aiuto per tutta una serie di fisime.
Quando però mi sono decisa di darle una chance, fin da subito ho capito che era una ganza.
Una tosta.
Una che ci capiva.

Oggi sono andata a farmi una chiacchierata e le ho raccontato dell'episodio delirantemente comico di un paio di settimane fa.
Un messaggio inaspettato, una cena friendly senza alcun flirtaggio, un treno preso prima del previsto, una conversazione su whatsapp all'inizio innocua ma tempo due righe tramutatosi in very dangerous, cose fatte male e fatte in fretta, sensi di colpa buio e tentoni.

Le raccontavo e mi guardava divertita.
Poi mi dice "what the hell are you doing?!".
Le rispondo che non lo so che hell sto facendo, che neanche mi garbava questo, ma ho ceduto alla situazione perché ero lusingata che lui ci provasse.
Che tendo a farmi piacere la gente solo perché io piaccio a loro e non perché loro mi piacciano per davvero.
La sindrome del "farai l'amore per amore o per avercelo garantito" alla De Andrè, profetizzata da A. nella mia stanzetta qualche anno fa.

Le dico che poi non cerco niente di fisico, ma cerco sempre quella romance. Quella favola del "lui è rimasto talmente colpito da me che non ha potuto fare a meno di richiamarmi (anche se fidanzato)".
Che spero sempre di essere quella che è seduta in un bar e viene puntata dall'altro lato della sala da uno che ho colpito così tanto che mi vuole conoscere.

Lei mi guarda di nuovo e mi dice: "E' stato provato che i topi ripetono lo stesso errore 8 volte in media prima di fare una cosa giusta. Tu puoi fare meglio di un topo. Questa era l'errore cazzata numero 1. Hai al massimo altri 7 shot. Non uno di più. Altrimenti vince il topo".

Non sia mai che faccia vincere il topo!

Del resto, Dr. E dice che sono precious. E io le voglio credere.

23 apr 2013

Giorno 9- Due paia di occhiali

Mentre tornavo a casa da lavoro l'iphone ha deciso di passare "Good Riddance" dei Green Days.

Ovviamente la cosa mi ha fatto subito pensare all'agosto 2006, a Orchard Down e all'estate americana.
"Uno dei migliori momenti di sempre", ho detto tra me e me.
E poi, socratica, mi sono chiesta perché lo definisco ancora così, dopo tanti anni.

I perché sono tanti ma riassumibili ad uno solo- in quella vacanza studio sono stata serena.

E nonostante stessi rivalutando tante cose all'epoca, inclusa la mia storia universitaria di 2.5 anni, mi svegliavo ogni giorno contenta.

Ero felice.
Felice di me (anche).

E quindi, sempre socratica, mi sono chiesta quando è che riesco a dare e vivere il meglio.
Non trovo una facile riposta.

Chi sono io?
Me lo sto domandando spesso.
Sono quella che se ne sta tranquilla sul divano per un film e due chiacchere, ma che vuole anche mettersi in tiro e uscire per ballare di tanto in tanto.
Quella che pianifica fino all'impossibile, ma vorrebbe ricevere sorprese positive dalla vita.
Sono quella che ama il gruppo e il sentirsi accettata, e puntualmente lo fugge per momenti di perfetta solitudine.
Colei che ama questo essere single, e al tempo spesso sogna la prossima storia.
Che vuole diventare un associate director, ma si immagina mamma di due bambini a cui preparare crepes la domenica mattina.
Quella che si sente proud per vivere nella città di K lontana dall'Italia e al tempo stesso soffre di attacchi di nostalgia acuta.
La tipa dagli smalti chanel allineati sulla mensola del bagno, e che arriva a lavoro con il vestito all'incontrario.
Determinata, ma con interessi o obiettivi che a volte sono un fuoco di paglia.
Quella che adora ridere forte da far male le mascelle e che al contempo piange tanto e spesso.

E infine sono colei che si piace se si guarda dentro, ma non sempre si piace se si guarda con gli occhi degli altri.

Vesto due paia di occhiali, come mi hanno detto.
E ho una personalità complessa, come mi hanno detto.

Sono tutto e il contrario di tutto.
E forse che forse sto imparando ad accettarlo e ad apprezzarlo.



22 apr 2013

Giorno 8- andare a letto soddisfatta

Ai tempi dell'università, quando ancora stavo nella casina di via dietro la mensa di economia, una volta in pigiama, guardando la scrivania imponente davanti a me, mi domandavo se mi "fossi guadagnata il letto".

Sono sempre stata piuttosto organizzata, principalmente per combattere l'ansia da super controllo, e mi faceva sentire in pace con me stessa sapere di aver fatto o studiato tutto ciò che avevo in programma per la giornata.

Non sono più studentessa, e capire se la giornata è stata fruttuosa è un po' più difficile.
Lavoro è lavoro, quello è facile da quantificare. Ma la vita privata non è più scandita da capitoli da studiare o esercizi da risolvere.

Mi capita però a volte di arrivare in fondo alla serata e provare quella stessa sensazione di pace con me stessa.

Sta sera deriva dalla mia corsetta al parco dietro casa, la prima della stagione.
Dal mangiare cose buone e in linea con la dieta.
Dal preparare biscotti weightwatchers, che sono venuti discretamente buoni.
Dall' essere qui, a scrivere, continuando questo progetto.
Dall'avere come sottofondo l'ultima puntata di montalbano in streaming.

Leggerezza.



Biscottini weightwatchers.

21 apr 2013

Giorno 7- it's a jungle out there

Il primo scontro con la nuova realtà accadde nel 2002.

Uscivo dalla mia prima storia d'amore, di quelli visti e presi e innamorati alla follia per un paio d'anni.
Avevo 17 anni e pensavo di aver capito come funzionava il mondo.

Mi garbicchiava B., non mi ricordo neppure da cosa scattò la cotta e come lo approcciai/ venni approcciata. Ad ogni modo ricordo che ero riuscita a convincere i miei a non farmi andare a scuola un giovedì (si lo so, se avessi detto che avevo marinato scuola la storia sarebbe stata più figa- ma io ero una colleggialina).

Saltai la scuola, dicevamo. E presi un treno con lui per accompagnarlo a Firenze dove lui studiava. "Prima appuntamento in giro per Firenze- che cosa fantastica!" pensai allora.
Dopo un tergiversare di mezza giornata, questo B. mi baciò su Ponte Vecchio. Scena bellissima, direi anche quasi romantica.
Passiamo il resto del pomeriggio così, a zonzo e a sbaciucchiarci.

Nella mia testolina tutto era chiaro. Ci s'era baciati, ergo si stava insieme.
Mi resi conto della cantonata al ritorno dalla gitarella- quando lui mi salutò con un "ci si sente".
Seguito da x giorni di silenzio, poi un SMS, magari uno squillo, seguiti di nuovo dal silenzio.
E dalla mia pseudo-nevrosi, perché non riuscivo a capire a quale gioco stavamo giocando.

Semplicemente, il visti e presi non era già più di moda.

Sono passati 11 anni e le cose sono anche peggiorate.
In 11 anni, sebbene mia sorella direbbe che sono stata single troppo poco, ho sviluppato skills al limite del demenziale.

Ovvero cose come:
- vivisezione dei dialoghi, su facebook/whatsapp/twitter/etc.  (E' carino? e' solo friendly? flirta?)
- analisi delle proposte di appuntamento (day date/ invito a cena/ dopo cena/ quale giorno della settimana?)
- scanning accurato del profilo facebook (ultima fidanzata era figa? che posti frequenta? che libri legge? ma legge?)
- soppesamento delle mie parole al grammo (per non fare sembrare che ci sto troppo sotto)
- distribuzione ottimizzata delle pause tra un contatto e l'altro (per non fare sembrare che ci sto troppo sotto parte seconda)
- pianificazione strategia di uscita dignitosa nel caso in cui questo sparisca nel silenzio (da mettere appunto già dai primi momenti)

E in 11 anni, ho sviluppato pseudo-nevrosi da:
- il blip del contatto che "diventa" on line su MSN dei tempi d'oro (mi scriverà? Ore a fissare lo schermo del computer aspettando)
- il woosh del SMS inviato dei tempi d'oro (quando lo leggerà? Ore a scrutare il nokia 3310 aspettando)
- il "visto" di facebook dei tempi moderni (mi risponderà? Ore a controllare la casellina dei messaggi privati aspettando)
- i due segnetti verdi di whatsapp in combinazione con l'ora dell'ultima volta che è stato on line (mi contatterà? Ore a controllare l'iphone aspettando).

Sono tempi difficili.
E nonostante 11 di anni di esperienza, a volte penso di non aver ancora ben capito le regole del gioco.

It's a jungle out there.
Definitely.

Pix from adorkableundies.com

20 apr 2013

Giorno 6- Dei weekend da sola

Quando mi sono trasferita nella città di K, ero in una long distance relationship Germania- Italia da qualche mese.
Dal vedersi una volta al mese/ mese e mezzo / due mesi, si passò a vedersi ogni weekend- grande miglioramento.
Di conseguenza, per quasi due anni, la settimana scorreva veloce tra lavoro, corsi di lingua e palestra mentre ogni weekend era pienamente occupato dal prendersi cura di noi due.

Poi quella relazione finì,  e uno dei primi pensieri fu: " e adesso che faccio, nella città di K., sola, ogni weekend?".
E fu l'inizio di uno degli anni più belli e intensi di sempre, il 2011. Alla scoperta di me stessa, della città, dell'arte delle piccole cose per affrontare al meglio le ore "vuote" di sabato e domeniche.

Quando mi sono lasciata dall'ultimo fidanzato,  uno dei primi pensieri è stato "ora torno a vivermi la città di K, sola, ogni weekend!".
E così è.
I miei weekend sono belli. Sono pieni di cose da fare, di amici, di film tardi quando torno da una serata e non ho voglia di andare a dormire, del mio caffè preferito e un libro da leggere in solitaria, di parchi all'inizio della primavera, di scrittura, cucina e copertina ai ferri.
E' vivere questo appartamento che amo, godendo della luce del giorno, metterlo in ordine, ravvivare i fiori del centro tavola e scuriosare cataloghi per scegliere i prossimi pezzi da comprare.
Sono silenzio, come quello di adesso, scandito dal russare dei miei due gatti.

Sono tornati ad essere un momento di relax tutto per me, una pagina bianca che può diventare qualsiasi cosa, un susseguirsi di ore piacevoli che non sono mai abbastanza.

E' inutile- bisogna ammetterlo. Stare in coppia rende più pigri e mina l'inventiva. Il conforto del divano, coccole e pigiama a 2 è un deterrente per prendersi tempo per sé, per stare fuori, per fare cose nuove.
Almeno così è per me.
E anche se ne sono pienamente consapevole, ogni volta che inizio a frequentare qualcuno cado nel loop.

Mi piaccio di più Single. C'è poco da dire.


Colazione home-made

19 apr 2013

Giorno 5- felicita' momentanea

Felicita' di quelle momentanee.
Che non durano tantissimo, ma sono sempre tanto tanto apprezzate.
E magari piano piano, costruiscono una serenita' di fondo che invece resta e perdura.

Sara' che e' venerdi', che il weekend davanti a me sara' super busy ma di un busy bello fatto di amici, barbeque e brunch.
Sara' che c'e caldo e splende il sole.
Sara' che i miei capelli oggi sono liscissimi e tutti mi chiedono se ho qualcosa di diverso.
Sara' che i miei amici a lavoro sono davvero unici e abbiamo celebrato una nostra stupida ricorrenza.
Sara' che ieri ho giocato a basket per la seconda volta, ho fatto canestro tre volte e non mi sono fatta troppo male. E che loro, gli esperti, mi hanno fatta giocare e non mi hanno fatta sentire una foca.

Sara' che sono contenta di questa rinascita.
Che si sente e si vede.
Le foto hanno occhi piu' felici, un volto piu' rilassato, una specie di glow che non sapevo piu' ristabilire.

E sono sempre in moto e anche quando non lo sono, non mi sembra di stare buttando via tempo.
Perche' li, su quel divano, a guardare i miei tv show preferiti, continuo a portare avanti una copertina ai ferri che ho promesso ad una persona speciale per il suo primo figlio.

I mille piccoli pezzi, che non sapevo neanche come raccogliere a gennaio, si stanno ricomponendo. E quello che ne sta venendo fuori e' una versione migliore di quello che ero prima.
Mi sento piu' matura, consapevole dei miei limiti e dei miei contorni. Piu' in pace con questo corpo che non e' come vorrei ma che se ci penso bene non deve essere cosi'
male. Piu' accettata dal gruppo, piu' amata da amici lontani e vicini, piu' supportata da una famiglia sgretolata ma sempre li'.

E nulla.
Spero solo di scrivere tanti altri post di questo genere, nei prossimi 360 giorni di progetto


Segni di primavera dietro l'angolo

18 apr 2013

Giorno 4- gli ex, manuale d'uso

Esistesse un manuale d'uso per come comportarsi con gli ex, lo avrei gia comprato e messo in bella vista sulla mia nuova libreria.
E' un argomento che mi crea non pochi problemi, e una guida mi farebbe veramente comodo.

Partiamo dal presupposto che di fidanzati ne ho avuti abbastanza. 7 per la precisione (anche se uno, boh, in realta eravamo "uscenti" che non si chiamavano nemmeno per telefono ma ci scrivevamo solo SMS o mails per vederci)

Nel 90% dei casi ho lasciato io. Per vari motivi, ma piu' o meno riconducibili a "insieme a te sto bene, potremmo stare insieme per il resto della vita, ma come migliori amici piu' che fidanzati innamorati".
Alcuni l'hanno presa bene. Altri no. Decisamente no.

Io invece non ce l'ho con nessuno, nemmeno con chi mi ha mollato. Anche se magari durante i lasciamenti me ne hanno dette di tutte o fatte di tutte, tipo accusarmi di essere una stronza egoista e poi farsi una nuova due giorni dopo o decidere razionalmente di mollare tutto al primo baleno senza neanche provarci.
Il nervoso poi mi passa. E proprio in virtu' dei sentimenti che ci sono stati, dei ricordi, di quella amicizia che si era sviluppata- cerco di avere sempre dei buoni rapporti.

Con alcuni ci sentiamo abbastanza, complice anche facebook. E non mancano battutine su ricordi condivisi, particolari che solo io o solo lui potrebbero conoscere, episodi passati insieme. Si sfiora quasi il flirtaggio, ma giochiamo su suoli ben definiti e sicuri, che non lasciano spazio a ritorni di fiamma.

Con altri invece, nonostante li contatti per congratularmi di vari eventi importanti (lauree, fidanzamenti, imminenti matrimoni), il rapporto e' rimasto caustico e sebbene provi a essere carina, mi ritornano indietro risposte taglienti, atte a dimostrare quanto sia una persona complicata io, e quanto siano tanto felici senza di me loro.

E infine c'e' l'ultimo ex- colui il quale mi ha mollato dopo un anno di convivenza,3 mesi un un appartamento tutto ammobiliato insieme e 2 gatti condivisi di cui ora mi occupo io.
Non provo per lui piu' alcuna attrazione, ne' mi passa per la testa l'idea del "forse un giorno chissa'". Pietra sopra, con altre 5 pietre sopra di essa, cemento armato e anche una bella saldatura.
Pero' ci sentiamo spesso. Io mi limito a chiamarlo quando mi spariscono i gatti, quando ho bisogno che se ne prenda cura lui perche sono in viaggio, quando vanno portati dal veterinario. Lui mi chiama perche sta dando di testa per un colloquio, perche ha litigato con la madre, perche ha semplicemente voglia di passare a trovarmi e mangiarsi un gelato.
Il mio suolo e' definito, il suo a mio parere no- a volte mi tratta come fossi la sua fidanzata, nonostante mi abbia mollato lui.
Poi  pero' quando io chiamo per un aiuto che va oltre la gestione dei gatti, lui si tira indietro, mi fa capire che non sarebbe opportuno- perche' del resto mica stiamo piu' insieme.

E li mi incazzo a bestia, ci rimango male, mi sento di essere una stupida.

Putroppo pero' mi passera', e sono sicura che la prossima volta che mi chiamera' non saro' in grado di rendergli pan per focaccia.

Quindi- questa guida per gli ex, esiste?!
Ne ho davvero bisogno.

Foto da Sognipedia.it

17 apr 2013

Giorno 3- Lana rules

Nonostante mi sia svegliata numerose volte durante la notte, con i miei soliti urli perche mi immagino ci sia qualcuno che mi sia entrato in casa, l'umore questa mattina e' decisamente alto.

Sono in ufficio vestita come una mezza teenager.
Converse, jeans e maglia casual but cool (che diciamolo, sono le piu' difficili da trovare e se una ha due tette taglia 5 sono anche le piu difficili da portare).


Motivo di questo temporaneo cambio di stile e' il concerto di Lana del Rey che vado a vedere/sentire/ammirare/cantare questa sera.
Dovevo andare con la mia bestie N., ma e' bloccata per lavoro in un posto sperduto del Belgio, sicche' e' subentrato J. a farmi compagnia.

Sara' tipo il secondo concerto in lingua non italiana di questi 28 anni di vita.
Diciamolo, il bello dei concerti e' sapere TUTTE ma proprio TUTTE le canzoni a memoria, e cantarle a squarciagola che tanto nessuno ti sente (o forse il vicino si, ma pazienza).
Quindi in generale preferisco investire le mie risorse nei tipici tagliavene italiani (tipo, ai tempi, Ligabue visto 3 volte in 3 anni).
Le canzoni in inglese, sebbene dopo un po' le impari, non so, non mi danno la stessa soddisfazione da canto incontrollato a pieni polmoni.

Ma Lana la vado ad ascoltare non tanto per cantarla, quanto per farmi calmare l'animo.
Nei miei mesi di depressione e rantolamento, Lana e Spotify mi hanno fatto da ninna nanna per calmare lacrime, incazzature e buio totale.
Quindi sta sera voglio essere li, una tra tanti, a occhi chiusi, orecchie bene aperte e soul in the air.

Sono excited.
Mi piaccio quando mi impegno a fare qualcosa che so mi fara' bene.


Aggiornamento delle 00.15: il concerto e' stato fantastico. Niente effetti speciali o show ballanti, solo lei, la sua voce, i suoi arrangiamenti, e qualche chicca come "knocking on heaven's door". Stupendo.

16 apr 2013

Giorno 2- emotional vulcano

Ieri a lavoro e' stata una giornata delirante.
Ultimamente uso molto questo aggettivo.
Delirante.
Delirio.

Come gente che passa da qui, tenta e si fa tentare, poi si fa prendere da sensi di colpa piu o meno reali. E rinnova l'amore per chi era a casa.
Bah.

Come accendere il blackberry alle 8.30 di sera (errore madornale!), leggere mail che subdolamente ti ridossano responsabilita' e/o blames da colleghe senza palle al di la' dell'oceano, pronte a diventare iene appena la luna gira.
Bah

Come farsi prendere dall'ansia perche' uno dei tuoi due gatti non c'e al tuo ritorno e nonostante ti spolmoni per chiamarlo, questo non viene. E due ore dopo il tuo ex, che vive a 800 m da te, ti dice che lo ha ritrovato nel nostro suo giardino. Anche il mio gatto decide di prendersi pause da me.
Bah.

Insomma. La primavera, le scarpe basse e la pashmina di Gucci, non sono sufficienti al momento a ristabilire un ordine cosmico che mi tolga dal petto questo piombo creatosi con la velocita della luce tra ieri e oggi.
Del tipo che anche il mio piano cottura che, seguendo i consigli di yahoo answer ho provato a sgrassare usando del sale grosso, ora e' tutto graffiato, mi genera scompensi emotivi.

Alle 09:37 di questo secondo giorno di progetto, sono un emotional vulcano.
Vediamo come finisce la giornata.


Oggetto non ben identificato a forma di cuore, trovato sulla moquette di una sala da ballo.

15 apr 2013

Giorno 1- Piu'

Primo giorno del progetto.
Darei alla giornata un "Piu'" per vari motivi- anche se sono solo le 11 di mattina.

Splende il sole
Ho smesso il piumino
Ho addosso un maglioncino di cotone
Si respira quel profumo di primavera che ti prende e ti porta via.
Ho iniziato questo blog.
Ho sentito un amico che non vedo da tempo e abbiamo commentato  spettegolato sulla fidanzata di un conoscente comune- che gia' ci stava antipatica 5 anni fa e che non e' migliorata nel tempo.
Non ho meeting fino al dopo pranzo.
Nel container/ufficio si sente solo il battere sui tasti di qualche collega.
Ho la borsa in macchina per andare a fare Zumba sta sera.
Non devo fare la spesa, sopravvivero di qualche zuppa pronta.
Mi sentiro' su Skype con la mia bestie.
Ho stampato i biglietti per il concerto di Lana del Rey di mercoledi.

Ecco.
Puo' bastare per ora.